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"La polveriera" di Goran Paskalievic
La guerra jugoslava attraverso gli occhi di uno slavo di origine serba
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IN ATTESA DEL FILM di Kusturica, un altro film ci ha portato nel contrastato ed infuocato mondo balcanico.
   Già il titolo dell'ultimo film del regista slavo Paskalievic la dice lunga: "La polveriera". Il film, apparso nella vetrina delle "Prospettive", vuole raccontare le storie disperate e feroci di ordinaria violenza nella Belgrado di oggi. La sporca guerra jugoslava, e ciò che ne è derivato, è visto questa volta dalla parte dei serbi. In una notte dove tutte le speranze sembrano morire, una porzione di varia e strana umanità incrocia i propri labili destini. Un dramma che come al solito, grazie alla leggerezza della regia del regista Paskalievic, diventa addirittura comico; un tocco talmente personale che riesce a creare atmosfere assurde, tragiche, estremamente violente... insomma a dirla con una parola: slave.
   Secondo l'autore
la maggior parte dei film che parlano di quella che una volta era chiamata Yugoslavia tratta del conflitto in Bosnia ed è girata da registri stranieri che usano la formula dell'estraneo che arriva e che prova a farsi un'idea (e gli spettatori con lui) di quel che accade. A me slavo di origine serba interessa mostrare lo spirito in cui versa la mia gente, che vive sotto un embargo tanto tragico, quanto inutile e dannoso.
   Tra i protagonisti spicca il trio già visto in "Underground": Miki Manojlovic, Mirjana Jokovic e Lazar Ristovski; attori bravissimi che ci come al solito ci hanno regalato straordinari personaggi.
   Paskalievic e Kusturica sono le due facce della stessa medaglia, di quella "polveriera" che è saltata e che rischia di ri-esplodere da un momento all'altro. Come sapete tra il serbo Paskalievic e il bosniaco Kusturica non corre buon sangue: pare infatti che Kusturica si sia molto arrabbiato quando alcuni anni fa la rivista "Variety" dichiarò che "L'angelo custode" di Paskalievic, pur trattando lo stesso tema e problema de "Il tempo dei gitani", era notevolmente superiore. Da allora Kusturica pare non rivolga più la parola al suo collega ed ex amico. Non si sa se questa sia la verità comunque una cosa è certa tutti i due registi chiamati in questione sono tutt'altro che affabili e simpatici; e comunque la loro eterna diatriba rispecchia pienamente, ovviamente in scala più piccola, quella ben più tesa e grande vissuta dai loro rispettivi popoli nella terra dimenticata da Dio e da noi tutti che ora si chiama Ex-Yugoslavia. Per fortuna qui al Lido, dove per dieci giorni si è totalmente tagliati fuori dal mondo, qualcuno come Paskalievic ci riporta in modo intelligente sulla terra. "La polveriera" è un bel film anche molto divertente che è stato apprezzato durante la proiezione per la stampa.

Sandra Campanini  8 settembre 1998

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