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Il 'Trafico' divertente di Joao Bothelo
Preti cattivissimi, generali, affaristi, arrampicatrici sociali si incrociano sullo sfondo di Lisbona
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AMATE IL CINEMA DI MONTEIRO, DI BUNUEL oppure quei film in qui la parola predomina sull'immagine? Allora "Trafico" del bravo regista portoghese Bothelo fa per voi.
   Il film è crudele, acido, surreale e divertentissimo ed ha riportato un po' di qualità nel soporifero concorso della Mostra. La sinossi del film (il titolo "Trafico" allude proprio ad un convulso traffico di storie e di persone) è costruita su una serie di storie intrecciate, di "strani" personaggi: preti cattivissimi, generali, affaristi, arrampicatrici sociali ecc..; insomma tutta la variegata umanità ci viene presentata in una serie di situazioni allucinanti.
   Tutto comincia quando una famiglia normale è baciata dalla fortuna. Gesù - questo il nome del bimbo della coppia - trova interrato nella sabbia su di una spiaggia un tesoro nascosto. Quello stesso giorno due preti decidono di chiudere la loro chiesa per mancanza di fedeli e vendere all'asta le immagini dei santi… Il tanto decantato "fado" lusitano (che pare che sia provocato nei portoghesi dall'eccesso di vitamina B12 o B21 presente nelle sardine?!) viene ridicolizzato con satira ed ironia bunueliana: "Trafico" ricorda "La via Lattea" e "Il fascino discreto della borghesia"; rispetto ad altri film di Bothelo questo film è dichiaratamente comico.
    Tra le intenzioni del regista proprio quella "di organizzare una commedia frivola e stravagante, adeguata a questa fine secolo: un serpente calcolato, con la coda infilata nella bocca".
    Una fotografia pulita, colori sgargianti, immagini oniriche e la presenza dello straordinario nell'ordinario sono i punti cardinali di questo strano film in cui i vari fili s'ingarbugliano dando vita ad un mosaico vivacissimo ed unico (che ricorda anche l'Almodovar migliore).
   Unico punto debole sta nelle due ore di metraggio della pellicola (ma del resto pare che quest'anno i film lunghissimi vadano di moda! Ridateci i canonici 90 minuti!); il pubblico presente alla proiezione per la stampa si è comunque divertito ed ha applaudito.
   Vorremmo concludere con una dichiarazione di Bothelo apparsa sul press book che rende molto bene la ricchezza e l'originalità del suo cinema: "Cosa ho tra le mani? Un film d'avventura che attraversa il mio Paese, da una spiaggia fuori stagione del Sud, sino ad un deposito di rifiuti del Nord, con Lisbona come centro? Un film nero sui più svariati traffici, segni e fonte principale di ricchezza nei tempi che corrono? Un dramma politico sui tempi schivi che attraversiamo in cui niente è sicuro? Esercizi cinematografici su diverse idee di raccordo? O, ancora una volta, una commedia rosa su tutti i traffici della terra? Il cinema è molte cose. Viva il cinema!".
    Insomma come avrete capito Bothelo è una persona molto complicata ma non spaventatevi il suo film è strano ma scorrevole e vi farà riflettere e vi aprirà molti quesiti. Siamo d'accordo con Bothelo "Viva il cinema": peccato che in questa Mostra si siano visti pochi film buoni… Oggi siamo al giro di boa, la speranza nel futuro non ci abbandona.

Sandra Campanini  09 settembre 1998

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