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DOPO ALCUNI ANNI EMIR KUSTURICA RITORNA A VENEZIA
dove nel 1981 aveva ricevuto il Leone d'oro per il bellissimo "Ti ricordi di Dolly Bell?". Zingari, amicizia e crimini sono i temi trattati dal film in concorso del regista bosniaco. "Black cat, White cat" può sembrare un tentativo di riconciliazione con il contorto e alieno (per noi "gagè", così i rom chiamano quelli che non appartengono alla loro razza) mondo dei gitani che non aveva affatto apprezzato e accettato "Il tempo dei gitani" (che nel 1993 portò a Kusturica il premio della regia al festival di Cannes). Scritto insieme a Gordon Mihic (sceneggiatore appunto de "Il tempo dei gitani) il film è una coloratissima tragi-commedia dalla trama piuttosto articolata, girata in Slovenia e sul Danubio e interpretata in maggioranza da un nutrito gruppo di attori non professionisti, gitani. "Black cat, white cat" mette in scena più generazioni facendo ruotare intorno alla figura di due patriarchi: Grga Pitic, capo rom e magnate delle discariche e Zarjie, proprietario di una cava. Il figlio di quest'ultimo è un buono a nulla che tenta di combinare un losco affare con il malvivente Dadan. Questo l'incipit di questa storia in cui alla fine ( come in tutte le favole) trionferà l'amore e - durante una festa finale - si celebreranno due matrimoni. Ma non vi diremo altro. Kusturica rimane fedele ai suoi temi: matrimoni, funerali, odio e amore (la metafora del gatto nero e del gatto bianco); con il stile eccessivo, barocco e fantasmagorico in cui le immagini oniriche (levitazioni, apparizioni ecc..) si mischiano naturalmente alla realtà; con le musiche concitate suonate da bande di ottoni gitani (onnipresenti durante tutto il film); con l'utilizzo di straordinari non attori (tutti di origine gitana), il regista bosniaco (ripudiato in patria perché filo-serbo) ci ha regalato un film che sembra essere un ibrido a metà tra il western e il gangster movie. Non crediamo che "Black cat, White cat" sia un capolavoro (la maggioranza dei critici non lo ha affatto amato), Kusturica ha comunque fatto un film divertente , girato - come al solito - con maestria -, in altre parole "Black cat, white cat" è Cinema. Questa potrebbe sembrarvi un'ovvietà (e che altro dovrebbe essere vi chiederete voi?!) e invece durante questi dieci giorni di Mostra del cinema non è stato affatto facile vedere opere che potessero essere considerate appartenenti alla settima arte.
Sandra Campanini 12 settembre 1998
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