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IL GIORNO DI LUCIANO LIGABUE È FINALMENTE ARRIVATO. Il suo primo film, "Radiofreccia", è stato proiettato nella sezione "Notti e stelle" all'interno della 55 Mostra Internazionale d'arte cinematografica. Liga è approdato al Lido insieme ad alcuni dei suoi attori, il bolognese Stefano Accorsi, l'emilianissimo Chicco Salimbeni, Francesco Guccini ecc… Non è per fare del facile campanilismo però sentire sul grande schermo e in conferenza stampa un po' di sano accento emiliano ci ha fatto molto piacere (qui alla Mostra così come nei film italiani si sente parlare infatti solo romanaccio!). Dopo le proiezioni per la stampa "Radiofreccia" è stato presentato ieri sera nella prestigiosa Sala grande del Palazzo del Cinema, gremita da fans (vestiti a festa) e da signore e signori in "eleganti" (il concetto di eleganza è molto opinabile) abiti da sera.
Ligabue riguardo alla sua presenza al festival aveva dichiarato: "Non avrei mai pensato che un mio film potesse essere invitato a un Festival e quando mi è ventilata l'ipotesi di partecipare alla Mostra del cinema sono rimasto sorpreso e sconcertato. Ora che l'ipotesi è realtà ne sono felice, ma sarà molto difficile che mi vedano entrare in sala con lo smoking". E infatti il cantante-neo-regista ha mantenuto la sua parola. Liga ha anche rifiutato di tenere il famoso concerto sulla spiaggia pubblicizzato dagli uffici stampa ("un concerto va preparato e inoltre io sono al festival in veste di regista e voglio godermi fino in fondo questa esperienza"). Non possiamo che essere d'accordo con lui. Ma veniamo al film.
"Radiofreccia" è tratto dai due racconti ("Il girotondo di Freccia" e "Radio fu") apparsi nel libro "Fuori e dentro il borgo" che Liga ha pubblicato per Baldini e Castoldi. Nel film si racconta la vicenda di un'emittente libera che sta per chiudere i battenti. Una storia incentrata principalmente sul passaggio dall'adolescenza all'età adulta di cinque ragazzi di provincia: alcuni di loro riusciranno a crescere, altri si perderanno tra droga pesante e sogni impossibili. Un lungo flash back diviso in diversi capitoli che rappresentano le tappe principali dell'esistenza di Ivan Benassi alias Freccia (S. Accorsi). Il film possiede un ritmo e una struttura scorrevole; le vicende dei cinque ragazzi s'intrecciano e l'elemento unificante tra loro è Francesco Guccini coinvolto nel ruolo di Adolfo, uno scorbutico ma ironico barista (alter ego di Mario dell'omonimo bar). Tra gli interpreti troviamo oltre a Serena Grandi e a Vito molti abitanti di Correggio: il mitico Ottorino Ferrari, cercatore di voci dall'aldilà; Davide Tavernelli, nella parte del presleysiano Kingo, Manuel Maggioli, il cinefilo Bonanza e l'attore Chicco Salimbeni (che da tempo vive a Roma dove ha già partecipato a diversi film) che impersona con simpatia e bravura Tito. Mitica la sequenza del funerale di Freccia durante la quale la vera banda cittadina di Correggio intona "Can't Help falling in Love", il brano che solitamente chiudeva i concerti di Presley.
In "Radiofreccia" la musica ha un ruolo importantissimo e propone celebri brani rock e pop degli anni sessanta e settanta (Weather Report, Bowie, L. Reed ecc.). Il Liga ha poi registrato ad Atlanta un paio di canzoni inedite ed una serie di pezzi strumentali (presto usciranno due colonne sonore del film). Per finire possiamo dire che Luciano Ligabue ha superato in pieno la sua prova come regista anche se crediamo che sarà il pubblico a decretare l'effettivo successo di "Radiofreccia" che uscirà su tutti gli schermi il 16 ottobre.
Sandra Campanini 13 settembre 1998
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