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E ROBERT DE NIRO SBARCÒ AL LIDO. NELLA SEZIONE NOTTI E STELLE è stato proiettato "Ronin" il nuovo film di John Frankenheimer (quello de "Il braccio violento della legge 2). I ronin (ripresi nel titolo) erano i samurai che nel Giappone arcaico erano senza un signore da servire; proprio come succede ai sei ex-agenti segreti ormai disoccupati (la guerra fredda fa parte del passato remoto e gli agenti segreti sono considerati ormai ingombranti), che vengono assoldati da un misterioso cliente per recuperare un altrettanto misteriosa valigetta. Questa in breve la storia di questo film mozzafiato fatto di colpi bassi, colpi di scena, tradimenti multipli e inseguimenti allucinanti. Frankenheimer dirige sempre con certosina cura (famose è ormai il suo lavoro svolto in pre-produzione per la preparazione meticolosa di ogni ripresa - per lui il detto "bona la prima" vale anche perché rifare una sua sequenza porterebbe al fallimento la casa di produzione!). Riguardo a "Ronin" il regista ha dichiarato  "è un thriller centrato sul sospetto, sulla sfiducia e sul tradimento che solleva questioni di etica e sul significato dell'onore e sul cosa significhi fare il proprio dovere. Alla fine non ci sono vincitori, solo sopravvissuti, poiché ogni vittoria ha un costo orribile".
Girato in Francia tra Parigi, Nizza e la Provenza il film si avvale si un cast d'eccezione - Robert de Niro, Jean Reno, Jonathan Pryce ecc… - "Ronin" vi farà sobbalzare; un bel film d'azione con sparatorie, inseguimenti e un finale edificante, nella migliore tradizione del genere. "Quando il produttore e il presidente della United Artits, mi ha proposto questo progetto - ha dichiarato il regista - mi sono subito appassionato alla storia non solo per i temi trattati, ma anche per l'ambientazione. Realizzare questo film è stata una splendida esperienza perché amo girare in Francia ed ho avuto l'opportunità di lavorare con un gruppo di attori straordinari e con la miglior squadra tecnica che mi sia capitata".
La trama di "Ronin" non sempre è chiara e plausibile comunque in un film come questo non è la storia che conta ma come ci viene narrata e a nostro giudizio John Frankenhimer è un bravo artigiano!
Sandra Campanini 13 settembre 1998
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