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NESSUNO SI PRENDEREBBE LA BRIGA di criticare Viol@ per l'improbabilità di ciò che accade nel film, perché probabilmente c'è così poco da salvare che la storia passa in secondo piano.
Noi però, che davanti ai monitor ci stiamo per ore, non possiamo rimanere indifferenti (seri) davanti ad un film che ridicolizza agli occhi dei non affezionati il World Wide Web e tutto quello che al giorno d'oggi la rete delle reti rappresenta.
Viola (Stefania Rocca) è una donna fredda, delusa, con un lavoro noioso ed inutile. Una sera si piazza davanti al suo computer a chattare con un personaggio che la affascina, tale Mittler. Viol@ deve possedere un buon modem con linea ISDN in casa vista la velocità con la quale scarica animazioni, audio, etc... Comunque questo Mittler la trascina in un gioco sessuale per entrambi molto eccitante, fra i due nasce una vera propria relazione, con gelosie e pretese comprese. Viol@ intanto intreccia un rapporto prettamente sessuale (carnale) con un operaio che deve aggiustarle il riscaldamento e questo influisce negativamente sul suo scambio virtuale provocando le gelosie di Mittler.
Il film è completamente insulso ed inutile. Viol@ può trovare intrigante l'anonimato che protegge lei ed il suo web lover, può dare sfogo ai suoi bollenti spiriti attraverso la linea telefonica, ma quanti di voi sono mai stati coinvolti in questo genere di relazioni dai loro corrispondenti? Al punto da subire volontà e richieste di chi come voi siede davanti ad una tastiera? Il cyber sex esiste, ma quanto può essere importante ed emozionalmente trascinante ricevere un'e-mail o sedersi davanti ad uno schermo? Forse le cose possono coesistere, ma non abbiamo dubbi su quale delle due relazioni sia la più desiderabile.
Internet influenzerà sicuramente le abitudini delle persone ed è sicuramente importante analizzare le sue possibilità, ma è culturalmente assurdo realizzare, adesso che il computer è sempre più presente nelle case, un film che lo pubblicizza come se fosse un enorme sexy shop o un gioco per bambini complessati.
Per l'ennesima volta la moda ha influenzato le scelte dei produttori, che si trovano oggi tra le mani un soft porno telematico inutile e per niente eccitante.
Davide Gualandi 8 settembre 1998
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