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UN FILM DI CUI NON VALE NEANCHE LA PENA PARLARE.
Sarà l'amore per i classicismi o per un cinema ordinario, ma questo nuovo lavoro di Abel Ferrara è per noi una grande delusione. Non siamo stati capaci di essere coinvolti dalle immagini e come succede spesso per tutto ciò che è sperimentale e visionario, abbiamo fatto troppe domande.
Se questa è l'alternativa trasgressiva alla monotonia del cinema americano odierno possiamo iniziare ad avere paura.
Grazie all'irresistibile fascino di Asia Argento, Christopher Walken riesce a "rapire" un famoso scienziato e a "venderlo" ad una multinazionale. Ferrara trae la storia da un romanzo di William Gibson considerato il padre della letteratura cyberpunk, girando con stile disordinato (ricordate Blackout, tutte quelle riprese VHS?) un film sperimentale decisamente irritante, dove la storia vorrebbe essere pretesto di riflessione su di un futuro poco promettente. I personaggi femminili sono prostitute, impegnate per l'intera durata del film a soddisfare le fequenti voglie dei due protagonisti maschili (Christopher Walken). Asia Argento interpreta l'irresistibile ragazza italiana che sedurrà Hiroshi (il famoso scienziato), mostrandoci più volte il suo tatuaggio che il suo volto, mischiando l'italiano ad un maccheronico inglese. Dovremmo rimanere incantati dallo stile di un regista che in conferenza stampa faceva fatica a reggersi in piedi. La nuova vena cinematografica di Ferrara non ci sta certo regalando capolavori, ma non possiamo scordarci che in un passato non molto lontano il regista ha toccato vette altissime. Probabilmente il bisogno di evolversi è per Ferrara più essenziale che la qualità del prodotto finale. Se la carriera di un regista può essere interpretata come una lunga ricerca sul cinema ed i suoi significati, Ferrara sta evolvendo, ma nel frattempo potrebbe evitare di somministrarci i suoi esperimenti.
Davide Gualandi 10settembre 1998
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