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Kadosh, di Amos Gitai
Una storia difficile e drammatica, narrata con semplicità ed efficacia
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Amos Gitai trucco! UN FILM SEVERO COME POCHI ALTRI, a volte insostenibile. Kadosh completa una trilogia su tre città israeliane iniziata con Devarim (Tel Aviv) e Yom Yom (Haifa).
   Kadosh, che tradotto significa 'sacro', si focalizza sulla vita di due sorelle nella comunità ortodossa ebraica.
   L'ignoranza verso le abitudini e le culture lontane si manifesta per noi occidentali davanti a film come questo. Kadosh non è un film di denuncia o di propaganda, non penalizza il lato cinematografico al fine di documentarci su di una realtà a noi sconosciuta. Ci racconta una storia, tragica, ma tutt'altro che patetica. La storia di due donne, la cui vita è scritta, sin dalla nascita, dalla tradizione e dal fanatismo religioso.
   L'ossessione per la purezza e per il rispetto dei testi sacri distrugge e condiziona ogni singolo momento della vita delle due donne. Anni di tradizione rendono praticamente impossibile ogni tentativo di 'rivolta' verso i deliranti fanatismi dei personaggi maschili.
   Amos Gitai riesce in un tentativo difficile, quello di narrare con semplicità e senza limitazioni, che renderebbero il tutto più simile ad un documentario, una storia difficile ed estremamente drammatica.
   Un film tipicamente festivaliero, soprattutto perché sarà difficile vederlo al di fuori di rassegne particolari...

Davide Gualandi  13 maggio 1999

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