COME LI CAPISCO I PERSONAGGI DI WONDERLAND. Soli ed incapaci di ottenere un vero legame affettivo. Delusi nonostante le semplici aspettative che un'esistenza londinese ti insegna a non avere. Eppure il fim è un enorme fallimento. Perché la solitudine ed i problemi socio-economici della working class li hanno già trattati decine di altri registi inglesi e quando Stephen Frears dice che il cinema britannico moderno è rappresentato da fotocopie sbiadite dei vari Mike Leigh e Ken Loach non possiamo, nonostante il nostro rammarico, dargli torto.
La tradizione cinematografica inglese ha i suoi capisaldi in film cui questo Wonderland si ispira palesemente, per questo, assistere al nuovo lavoro di M. Winterbottom, è stato estremamente imbarazzante.
Senza andare a scomodare Lindsay Anderson, Karel Reisz ed il resto dei registi del free cinema, basta citare Sunday bloody Sunday di John Schlesinger, o Naked di Mike Leigh, per gettare vergogna sul piu' recente dei lavori di Winterbottom. Un regista coraggioso che ha cambiato genere più volte non poteva fare scelta peggiore.
Il plot è quello tipico, una famiglia disgregata, i vecchi non si sopportano, i giovani non si adattano, i bambini soffrono, i padri perdono il lavoro, le madri partoriscono, etc. ed alla fine il regista inglese ha anche il coraggio di inserire un lieto fine, tagliato e incollato da uno dei tanti film in cui l'amore prevale comunque.
L'avremmo accettato se fosse stato al debutto, ma Winterbottom ha alle spalle quasi una decina di lungometraggi ed è stato difficile pensare che la stessa mano ha portato a termine piccoli gioielli come Jude e Butterfly Kiss.
La ridondante colonna sonora di Micheal Nyman è a dir poco inadatta per un film che sembra girato seguendo le regole del Dogma 95: sgranato, camera a mano e fuori fuoco. Gli attori fanno del loro meglio, costretti a recitare parti stereotipate e senza alcuna profondità psicologica.
Dobbiamo inoltre sorbirci un agghiacciante parto "verità", come se lo stile da documentario rendesse piu' umano e credibile il film.
SCHEDA TECNICA:
REGIA: Michael WINTERBOTTOM (Blackburn, Regno Unito, 1961)
1995: Butterfly kiss,
1996: Jude,
1997: Welcome to Sarajevo,
1998: I Want You,
1998: Old New Brorrowed Blue
INTERPRETI: Enzo CILENTI, David FAHM, Ian HART, Shirley HENDERSON, Gina McKEE, Kika MARKHAM, Molly PARKER, Sarah-Jane POTTS, Jack SHEPHERD, John SIMM, Ellen THOMAS,Stuart TOWNSEND
Scenografia e dialoghi: Laurence CORIAT
Images: Sean BOBBITT
Décors: Mark TILDESLEY
Musique: Michael NYMAN
Montage: Trevor WAITE
Production: REVOLUTION FILMS LTD.
Davide Gualandi 14 maggio 1999