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DUE STORIE SCOZZESI ACCOMUNATE SOLTANTO dal marcato ed incomprensibile accento.
The Ratcatcher narra la storia di James (William Eadie), dodicenne complessato che trascorre le sue giornate nei pressi di un canale, suo ipotetico campo da gioco, in completa solitudine (il suo migliore amico muore affogato). Una Glasgow degli anni '70 coperta d'immondizia fa da sfondo a questo spaccato angociante.
Se il regista Terence Davis non fosse mai nato, Lynne Ramsay riceverebbe molta della nostra ammirazione, possiamo comunque giustificarla, dato che spesso è nelle prime opere che si notato inevitabilmente le influenze e gli amori per altri realizzatori.
Ramsay concede ad ogni sequenza tempi lunghissimi, fotografando James in un contesto quasi irreale nonostante la peculiare ricostruzione delle strade di Glasgow dove spazzature ed animali in putrefazione si ammucchiano. Considerando che le recenti produzioni britanniche non sono in grado di andare oltre lo stereotipato film di denuncia socio politica girato con stile documentaristico, The Ratcatcher è un'opera da non sottovalutare.
Hold back the night dell'attore Philip Davis al debutto ditro la macchina, si presenta invece come una favola con poche pretese, ma con un potenziale sorprendente. Un insolito road movie che vede una ragazza scappata di casa ed un hippy vagabondo aiutare un'anziata signora a raggiungere il luogo in cui desidera morire.
Nessuno dei risvolti tragici del film (la ragazza scappata dal patrigno colpevole di abusi sessuali o l'anziata gravemente ammalata) è ostentato al fine di commuovere gli spettatori.
Hold back the Night è un film riuscito al 100% perché divertente ed appassionante come pochi altre recenti produzioni, spesso troppo impegnate a sedurre lo spettatore con storie poco credibili e ad evitare quella semplicità che rende alcuni film magici .
Davide Gualandi 15 maggio 1999
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