Indice della rubrica

CyberNews

Fumetti

Graffiti

Libri

Musica

Teatro

VIPs
 |
 |
È inevitabile spendere le prime righe di una qualunque recensione di Felicia's journey menzionando in primo luogo l'interpretazione di Bob Hoskins. L'attore inglese, che ha recentemente ricevuto un premio alla carriera dal mensile britannico Empire, si è messo per l'ennesima volta alla prova recitando la parte più impegnativa della sua carriera.
Felicia's Journey è tratto dall'omonimo romanzo di William Trevor vincitore, nel 1994, del Whitbread prize. Il testo racconta il breve soggiorno di Felicia (Elaine Cassidy) nella città di Birmingham, dopo aver lasciato un piccolo paese irlandese per annunciare la sua gravidanza all'amato. Qui conoscerà Mr. Hilditch (Bob Hoskins), un solitario chef disposto ad aiutarla nella ricerca.
Ci troviamo a disagio nel dover presentare i personaggi di Felicia's Journey perché talmente profonde e complesse sono le loro psicologie, che ci sembra quasi offensivo imporre a chi non ha visto il film le nostre interpretazioni (ma non è questo che fanno i critici?).
Egoyan non sacrifica le sue ossessoni per gli schermi televisivi, abbandonate momentaneamente in The Sweet Hereafter, plasmando il testo e inserendo la madre di Mr. Halditch in un contesto televiso. Il personaggio di Bob Hoskins rivive la sua tormentata fanciullezza attraverso un'infinita collezione di registrazioni televisive. La madre, protagonista di un programma culinario negli anni '50, è, come ha detto lo stesso Egoyan, "uno dei primi mostri della televisione, uno dei primi prodotti televisi confezionati negli anni '50"... un po' come il telefilm Pleasantville, per rendere l'idea.
Bob Hoskins è un serial killer, ma tale definizione ci sembra talmente inadatta che ci vergogniamo per averla scritta. Per questo ci è difficile definire un uomo tormentato che uccide giovani prostitute, senza rendersi realmente conto che gli atti che compie sono maligni e mostruosi. La sua semplicità e la sua gentilezza esterna lo presentano allo spettatore come un uomo semplice e solitario, e durante il film la totale assenza di qualsiasi scena violenta o goccia di sangue crea un'atmosfera indescrivibile incentrata sui deliri psicologici del personaggio.
Mr. Hilditch mette le sue vittime nella condizione di dover accettare il suo aiuto permettendogli in tal modo di compiere gli omicidi, ma la gravidanza di Felicia, ragazza semplice ed ingenua, e l'idea di qualcosa di vivo al'interno della fanciulla, lo porteranno alla maturazione ed alla consapevolezza della mostruosità dei suoi atti, distruggendo quella realtà soggettiva che proteggeva la sua mente.
Felicia sarà l'unica erede di questa realtà, diventando soltanto alla fine cosciente che quei nomi a volte ripetuti da Mr. Halditch erano le vittime di atti di violenza.
Egoyan, uno dei pochi a meritare la scontata definizione di genio, trasporta sullo schermo un testo difficile senza mai mettere in secondo piano il suo stile personale ed i temi a lui cari, in funzione della struttura narrativa del film. 116 minuti di capolavoro.
Davide Gualandi 17 maggio 1999
|
 |
Torna al calendario di
Cannes '99
 |