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The Cradle will rock di Tim Robbins
Un film profondo ed impegnato, espressione di una grande sensibilità
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Tim Robbins trucco! NONOSTANTE TUTTI DIANO ORMAI per scontata la vittoria di Pedro Almodovar, qui a Cannes si continuano a vedere in competizione film di qualità estremamente elevata (nonostante gli screenings di Lynch, Kitano e Jarmush debbano ancora iniziare).
   Tim Robbins mette in scena un film profondo ed impegnato con una sensibilità unica. Ad essere pignoli il film potrebbe essere criticato per il suo stampo favolistico e per l'ingenua rappresentazione di accadimenti reali, ma tali caratteristiche sono funzionali alla struttura narrante del film, che non cede mai a troppo esplicite dichiarazioni politiche.
   Il film ci offre un'immagine della New York degli anni '30 in piena crisi economica. Tagli economici e licenziamenti sono all'ordine del giorno. Un ventiduenne presuntuoso ed arrogante di nome Orson Welles (Angus MacFadyen) dirige il gruppo di attori del Federal Theater nella realizzazione di un musical decisamente alternativo e di denuncia (The Cradle will rock di Marc Blitzstein) che susciterà l'ira del Dies Commitee. Un ricco, Nelson Rockfeller (John Cusack), commissiona al pittore Diego Rivera una sorta di murales per il salone del suo Rockfeller center (un po' come la Telecom Italia commissiona i suoi spot a Tornatore), mentre una propagandista italiana (Susan Sarandon) vende Da Vinci ai milionari americani per supportare le spese di guerra di Mussolini.
   The Cradle will rock vanta un cast d'eccezione ed una sceneggiatura da Oscar (se ancora questo premio significasse qualcosa). Tutti i personaggi, pur essendo principalmente accomunati dagli stessi ideali socio politici che vedono il rispetto ed il diritto all'unione come unica pretesa, sono profondamente caratterizzati. Ognuno di loro vive il disagio in modo differente, c'è un triste ventriloquo (un eccezionale e finalmente nella parte giusta Bill Murray) che rinuncierà alle solite battute scontate per far cantare al suo pupazzo l'Internazionale. Una esile e povera senza tetto (Emily Watson) che troverà soltanto partecipando al musical la voce per esprimere il suo stato d'animo.
   È impressionante come The Cradle Will rock riesca a dire così tanto sul diritto all'espressione artistica e sull'intolleranza che affliggeva attori e spettacoli in quegl'anni. Tim Robbins allinea fatti realmente accaduti, ma in diversi periodi, per dimostrare quanto alcuni artisti abbiano lottato, rinunciando ad allettanti compromessi, per la libertà di portare sulle loro tele, sui palchi dei teatri o sugli schermi cinematografici ciò che realmente volevano.
   Il film è stato apprezzato per i più disparati motivi, c'è chi lo ha visto come un inno alle ideologie comuniste, elogiando Tim Robbins in conferenza stampa con deliranti interpretazioni, e chi è stato in grado di godersi la deliziosa trasposizione di una storia commuovente ed appassionante.

Davide Gualandi  17 maggio 1999

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