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Il film dei Fratelli Taviani annoia dalla prima all'ultima inquadratura. Si salva Turi Ferro
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Sabrina Ferilli trucco! LIQUIDIAMO SUBITO IN DUE PAROLE L'ULTIMO FILM DEI FRATELLI TAVIANI presentato oggi qui alla Mostra fuori concorso "Tu ridi", tratto, come uno dei loro capolavori, "Kaos", da due novelle di Pirandello e interpretato da Antonio Albanese, Sabrina Ferilli e Lello Arena.
    E' un film in due episodi che raccontano il primo di un baritono che, negli anni '50, non può più cantare per via di una malattia al cuore e ride misteriosamente durante la notte, e il secondo ambientato nella Sicilia di oggi dove si mette a confronto il rapimento e l' uccisione ad opera della mafia del figlio di un pentito e il rapimento di un vecchio dottore ad opera di poveri contadini negli anni '50.
   Il film ha il ritmo di uno sceneggiato televisivo, lontano anni luce dalle opere migliori dei due registi toscani. La messa in scena è piatta, le riprese pure, la recitazione suona falsa, pur impegnandosi molto tutto il cast. L'unico davvero degno di nota, che risolleva per la durata della sua apparizione il film, e a cui ci si inchina per l'età e il talento, è Turi Ferro, tornato al cinema dopo tanti anni di teatro.
    Questo dei Taviani è un cinema davvero vecchio, già visto troppe volte, che dice cose giuste e importanti ma in una forma che annoia dalla prima all'ultima inquadratura. E chi accusa di retorica "Saving Private Ryan", si guardi bene "Tu ridi"…

Gianluigi Lanza   6 settembre 1998

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