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A QUESTA 55^ MOSTRA, OLTRE AI FILM IN CONCORSO E A QUELLI DELLE SEZIONI COLLATERALI, può capitare di vedere un film come "Lucinda's Spell" (t.l.: La maledizione di Lucinda), un soft-porno inserito nelle programmazioni del "Venice Film and Script Market", il mercato internazionale dei film e delle sceneggiature per i compratori di tutti il mondo, che, già da anni al Festival di Cannes, qui a Venezia era alla sua prima edizione e ha riscosso un notevole successo tra gli addetti ai lavori. In questo Mercato si visionano film che le case di produzione di tutto il mondo vendono all'estero, e "Lucinda's Spell" è stato programmato l'altra sera, ultima di tre proiezioni, alla Sala Pasinetti all'interno del Palazzo del Cinema: ragazze americane e spagnole, truccate e vestite come in un film di Almodovar dei vecchi tempi (trucco pesante, vestiti quasi nude look, scarpe dai tacchi sproporzionati e boa di piume di struzzo multicolori!) aspettavano i numerosi spettatori al lato del Palazzo e li accompagnavano nei sotterranei dov'è la sala, davanti alla quale il regista e produttore del film, l'americano Jon Jacobs, vestito anche lui in modo improponibile, distribuiva vari gadgets del film, tra cui maschere di carnevale di cartone, cartoline, etichette per valigie, adesivi e persino preservativi di tutti i colori incartati con il logo del film. L'atmosfera era davvero fantastica, sembrava di essere a Londra ad una proiezione di mezzanotte o anche in un cinemino off di New York, con proiezione privata per pochi intimi. Peccato che poi tutto si sia ridimensionato alla visione del film, una storia noiosa e con fotografia patinata di uno stregone irlandese immortale (forse "Highlander"?) che ritorna a New Orleans tre giorni prima dell'anniversario di Beltan (non chiedetemi cos'è perché non l'ho davvero capito!) alla ricerca della donna giusta per procreare il figlio perfetto, e si ritrova in mezzo ad una congrega di streghe tra le quali Lucinda, che oltre ad essere strega è anche prostituta (ma dal cuore d'oro) e aveva già conosciuto lo stregone anni prima facendoci addirittura un figlio a sua insaputa.
La trama è confusa e il film non ha alcun ritmo: c'è qualche scena di sesso assolutamente non hard e qualche volta ridi pure, soprattutto perché Christina Fulton (l'attrice che interpreta Lucinda) è una forza comica della natura (peccato che per il resto sia completamente rifatta dal silicone!), e il film si regge tutto su di lei (il regista Jon Jacobs, nella parte dello stregone, è terribile, ha solo un perfetto accento irlandese che neanche Meryl Streep in "Dancing at Lughnasa"!). Comunque alla fine ci siamo divertiti, abbiamo questi stupendi gadgets e, lo dico a chi fosse interessato, c'è persino un sito del film: www.sexismagic.com… Auguri e buon divertimento!
Gianluigi Lanza 13 settembre 1998
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