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QUELLO CHE SEGUE È IL RESOCONTO di alcune battute tratte dalla conferenza stampa di Michael Douglas a Venezia.
Ancora una volta si ricorre ad un remake. Ragioni di mercato o mancanza di sceneggiature valide?
Vorrei che non ci si scordasse che, ancora prima di essere girato da Hitchock, A Perfect Murder era una piece teatrale. Per quanto mi riguarda questa era una sceneggiatura ben scritta che mi dava la possibilità di recitare bene, in più conosco Andrew Davis dai tempi de Il fuggitivo e mi piace la sua maniera di dirigere, questa volta poi, alle prese con un film di dialoghi più che d'azione, è stato ancora più bravo.
Come sceglie le sceneggiature da interpretare?
In base alla storia e a quanto materiale c'è dentro. Soprattutto guardo quanto la sceneggiatura abbia effettivamente la capacità di diventare un buon film. Oltre che attore sono stato produttore e ho imparato a non sottovalutare questo aspetto.
Preferisce recitare o produrre?
Recitare è far finta, è come giocare, come essere bambini. Per recitare bisogna usare la parte irrazionale del cervello per produrre invece bisogna essere razionali ed esserlo molto!
Ancora un ruolo da cattivo. Ma allora lei è un vero duro!
No, non lo sono o almeno non abitualmente. Mi rendo conto che dopo questo film corro il rischio di essere visto come il principe delle tenebre ed è per questo che la prossima volto sceglierò un ruolo più sentimentale, magari una commedia.
Secondo lei è più divertente tradire come in 'Attrazione fatale' o essere traditi come in 'A perfect Murder'?
Essere cattivi è meraviglioso. Questo è il lato migliore del recitare, puoi fare delle cose che nella vita non faresti mai. Essere traditi e vittime è invece soprattutto noioso
Alessandra Meo 06 settembre 1998
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