È STATO LANCIATO COME UN FILM EROTICO dove nulla è nascosto, è stato messo ben in evidenza il nome di Rocco Siffredi tra i protagonisti, si intitola Romance, è diretto da Catherine Breillat, scrittrice e non si sa perché anche regista, e finalmente è arrivato in 90, dicesi 90 sale in Italia. La verità però è altra cosa dai lanci pubblicitari e se anche de gustibus non disputandum est, su questo film il dibattito si apre e, immediatamente, si chiude con una quasi unanime bocciatura.
Trama nulla. Una coppia: lei vuole fare l'amore ma lui non ne ha desiderio e così lei, dopo averci pensato un po' su, si rassegna a rapporti occasionali con uomini più o meno sconosciuti. Mossa riuscita. Il desiderio si riaffaccia nella vita del buon uomo, fanno l'amore, lei rimane incinta ma prima di partorire pensa bene di uccidere il marito col gas. Fine.
Ad eccezione delle straordinarie doti di Siffredi (quelle naturali non quelle di attore) il film manca di tutto. La regia è soporifera, piatta, e sarebbe bene che qualcuno comunicasse alla Breillat che le macchine da presa si possono anche far muovere e che lei non è Rhomer. Nella loro insignificanza, i dialoghi diventano a volte esilaranti favorendo le battute di spirito del pubblico e lo spessore psicologico dei personaggi è a mala pena abbozzato.
Ma quel che è più criticabile è che la sostanziale mancanza di una "storia" non consente al pubblico né partecipazione, né riflessione, né tantomeno solidarietà. Gravissima pecca sempre, ma ancor di più quando la sceneggiatrice è anche e soprattutto una scrittrice. Viene da pensare che tutti quelli che la stessa Breillat indica essere i significati profondi del film (la disperazione di fronte al rifiuto sessuale, il recupero della propria identità attraverso il sesso assoluto, il desiderio di mero riempimento) siano in realtà nient'altro che bei concetti con i quali riempire le insonni notti onanistiche di tanti pseudo intellettuali.
Si vede molto, si desidera poco, si esce con l'unica voglia di una pizza. Di erotismo neanche l'ombra.
Alessandra Meo 10 giugno 1999