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DOPO L'IMPERFETTO MA A TRATTI AFFASCINANTE BULLET BALLET
Dopo l'imperfetto ma a tratti affascinante Bullet Ballet, presentato l'anno scorso al Lido, Shinya Tsukamoto torna con un opera straordinaria che colpisce al cuore per il respiro drammatico e la geniale capacità di dipingere un rapporto amoroso assolutamente impossibile ma sincero. Abbandonato l'oppressivo bianco e nero del "midnight movie" per eccellenza Tetsuo, Tsukamoto si getta senza paracadute in una storia insieme politica, sentimentale e horror che finisce per diventare la sua creazione filmica narrativamente più classica. Nel 1910 Yukio, un giovane e affermato dottore, vive con la famiglia alto borghese e con la moglie Rin, una donna affascinante che non può - o vuole - ricordare nulla del suo passato. In un crescendo di tensione, ambienti oscuri, quasi pulsanti, e flashback veloci come stilettate, il protagonista verrà risucchiato in un claustrofobico incubo dalla comparsa di un misterioso fratello gemello - una sorta di metà oscura- che lo imprigionerà in fondo ad un pozzo sostituendosi a lui. I momenti terrorizzanti (l'apparizione, in una notte di vento e fulmini, di una donna con un bambino appestato) danzano con armonia col romanticismo (comunque inquietante) delle scene d'amore, mentre le fobie e le ossessioni dell'uomo di fine millennio trascendono il loro tempo per affondare in un'epoca diversa ma tragicamente vicina. Il tutto aspettando l'annunciato e "definitivo" Tetsuo America.
Giovanni Scalambra 6 settembre 1999
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