È IL FATO A FARE INCONTRARE SOFIA, una giovane messicana esperta di informatica, e Nicolas, un misterioso botanico ossessionato dal colore dei fiori. Tra i due nasce immediatamente un sentimento profondo, che però l'uomo preferisce soffocare: il suo destino è Katuwira, il luogo impossibile dove nascono o muoiono i sogni. Dopo un incidente automobilistico Nicolas sparisce, e nessuno a parte Sofia sembra ricordarsi di lui.
La ragazza inizierà allora un lungo viaggio iniziatico per trovare il suo uomo, finché, nella città magica di El Real, conoscerà Caronte, folle scienziato alla ricerca del fiore che non esiste e dei suoi colori, e una vecchia indiana che forse sa la verità sull'intera faccenda.
Scoprirà così che l'anima di Nicolas è imprigionata nell'universo incantato di Katuwira, e per salvarla occorrerà essere disposti a partire per non tornare. Katuwira è la grande sorpresa del Fantafestival, un film onirico ed emozionante capace di raccontare senza cadere nell'ovvio una grande storia d'amore.
Gli affascinanti paesaggi messicani e le scenografie fantasiose (un'arena per il combattimento dei galli nella quale, per scommettere, occorre puntare monitor o schede per computer, un deserto magico che accoglie fiumi immobili color pastello, la dimora di Caronte piena di macchine impossibili sempre in movimento) donano quel tocco di poesia in più, e anche il finale, suggestivo e nemmeno troppo scontato, regala un senso di benessere davvero prodigioso. Un piccolo capolavoro solare ed emozionante che ci rivela una cinematografia, quella messicana, sconosciuta ma eccellente.
Da vedere e rivedere per scoprire i colori del fiore che non esiste.
Giovanni Scalambra 24 giugno 1999