NON ESISTONO VIE DI MEZZO, LE PELLICOLE della casa di produzione Troma, caratterizzate da eccessi, trasgressione, grandguignol e una totale assenza di logica e buon gusto, si possono solo amare o odiare.
Piccoli gioielli trash come Surf nazis must die (I nazisti surfisti devono morire), Tromeo and Juliet o il classico Class of nuke'em high hanno conquistato negli anni migliaia di fan in tutto il mondo, e non è difficile prevedere un altrettanto clamoroso successo per Terror Firmer, ultimo nato di casa Troma presentato in anteprima mondiale al Fantafestival.
La storia (?) racconta di una scalcinata troupe cinematografica (il regista è cieco...) alle prese con una produzione horror a basso costo e di un serial killer che poi si scoprirà essere un attore ermafrodito.
Le situazioni estreme si sprecano, ma alcune non possono davvero non essere citate: l'assassino strappa a mani nude le gambe di un uomo e subito dopo toglie dalla pancia di una donna in cinta il feto, una ragazza cieca fa l'amore con Toxic avenger (il mitico vendicatore tossico dell'omonimo film) e riacquista la vista, apparizioni della faccia di Gesù su una scatola di sottaceti, sevizie sessuali al pupazzo di un ventriloquo, inseguimenti con litri di vomito, cervelli (ancora pulsanti) impanati nella farina, ciccioni che corrono nudi per le vie di New York, visioni improbabili della protagonista mentre si esibisce in una scena di sesso solitario, nasi di forma fallica, gente che si nutre di feci e uccisioni con quintali di interiora sparpagliate ovunque. E, naturalmente, molto ma molto di più.
Ingiudicabile ma da vedere come tutto il resto della produzione Troma.
Giovanni Scalambra 24 giugno 1999