GIAPPONE 1960. KAZAMATSURI, ABILE SPADACCINI reclutato dallo Shogun per difendere i tesori di corte, ruba una preziosa spada e fugge col ricco bottino. Sulle sue tracce si mettono il giovane Heishiro e i due amici Suzuki e Kurosawa, ma il primo scontro col samurai è tragico: solo Heishiro, grazie all'intervento di Henbai, uno strano eremita, si salva dalla furia di Kazamatsuri. Il giovane viene curato dall'uomo e dalla figlia Koharu, ma in lui il desiderio di vendetta cresce prepotente.
Anche l'invincibile Kazamatsuri, però, non riesce a trovare pace: Henbai si è dimostrato un valido maestro d'arme, e il desiderio di confrontarsi con lui lo porta a sfidarlo.
Il duello finale, che ha come spettatori Heishiro e Koharu (ormai innamorati), vede l'eremita Hanbei disarmare il nemico, il quale, dopo aver ringraziato il rivale per la splendida dimostrazione di abilità, si uccide buttandosi da un dirupo.
Fotografato in un bianco e nero appena accennato, con flash monocromatici e suggestive fascinazioni a colori, Samurai Fiction è uno dei migliori film del Fantafestival.
La regia di Hiroyuki Nakano gioca con l'occhio dello spettatore, indecisa tra mirabolanti piano sequenza volanti (ritmati da martellante musica tecno-rock) e dissolvenze improvvise; gli attori recitano con partecipazione inframmezzando le classiche gag dei manga giapponesi (il ragazzo che perde sangue dal naso vedendo le nudità della ragazza amata) con serissimi monologhi sul senso della vita.
Un film affascinante e coinvolgente.
Giovanni Scalambra 24 giugno 1999