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È DATATA 28 APRILE LA PRIMA SCONFITTA DEL FORMATO COMPRESSO PIÙ AMATO DAGLI INTERNAUTI E PIÙ ODIATO DALLE CASE DISCOGRAFICHE: la vicenda riguarda la denuncia che la RIAA (Recording Industry Association of America) aveva mosso contro il famoso sito Mp3.com, reo di aver reso disponibili canzoni protette dai diritti d'autore senza averne l'autorizzazione.
La sentenza ha colpito il sito Internet con violenza, accusandolo di violare le norme che regolamentano la tutela del diritto d'autore. Il giudice Jed S.Rakoff ha stabilito la colpevolezza ma non la pena, anche se il risarcimento dovrebbe aggirarsi attorno ai 20 mila miliardi di lire.
Per il momento, comunque, il sito è ancora in funzione, ed è addirittura in procinto di lanciare una nuova iniziativa: in accordo con le Case distributrici verrà inaugurato il famoso pay-for-play che consentirebbe agli utenti registrati di scaricare un numero determinato di canzoni dagli sterminati database del sito dietro pagamento di una piccola quota mensile (si parla di 9.99$ al mese).
Al momento è in fase di concreta progettazione solo il canale di musica classica ma, se questo avrà successo e se MP3.com potrà continuare ad esistere, esso rappresenterà solo la prima di una serie di iniziative molto interessanti per l'acquirente finale.
Lorenzo Di Maria 11 maggio 2000
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