SEMBRA DI AVERE FRA LE MANI UNA PICCOLA SFERA MAGICA, OGNI VOLTA CHE SI ACCEDE alle pagine di Brettspiel Welt, uno splendido portale frutto dell’iniziativa di un gruppo di scienziati e tecnici bavaresi in cui confluisce il mondo dei giochi da tavola. Che poi è la traduzione in italiano del nome del portale stesso (www.brettspielwelt.de).
Nella lingua di Goethe, Brettspiel è il gioco da tavola e Welt, si noti l’assonanza con l’inglese world, il mondo. Non si pensi però a uno di quei tanti siti a pagamento dove poter passare il tempo con gli scacchi, la dama e il bridge. Non vi si troverà neppure il Risiko, perché i giochi da tavola costituiscono effettivamente un mondo a se stante, in continua evoluzione e ricco di novità tanto quanto accade con i videogiochi. Vi sono degli autori, alcuni celeberrimi, come Leo Colovini, e un pubblico di appassionati molto più numeroso di quanto si creda. Soprattutto in Germania.
E che il sito, fatto salvo una parziale traduzione in inglese, sia quasi interamente in tedesco, è purtroppo l’unico grave handicap di un portale da visitare assolutamente. Per superare la barriera linguistica l’unico rimedio è purtroppo quello di ragionare sulle analogie con l’inglese, sfruttare tutte le indicazioni visuali e cercarsi con un motore di ricerca le traduzioni delle regole dei giochi.
Torniamo ora al sito. Nell’homepage si può decidere se iniziare a giocare, avviando un’interfaccia basata su java, peraltro scaricabile per rendere più veloce il trasferimento dati, o esplorare le pagine della comunità. Pagine ricchissime tanto quanto il sito stesso.
Cinque le sezioni principali, una dedicata alla community, una hall of fame con i nomi dei grandi atleti che quotidianamente si affrontano sul sito, una pagina di aiuto, dove compare l’unica frase in italiano, una citazione dall’inferno di dante, e una sezione dedicata alle città. Perché, infatti, i giocatori vengono invitati a fondare piccole cittadine virtuali, peraltro visualizzate in maniera ineccepibile, amministrate secondo le tradizioni delle libere città tedesche. I club sono chiamati gilde, esiste un borgomastro e un cassiere, e vi sono tanti giochetti in solitario con cui poter partecipare alla vita della città.
Per esempio trasformando le materie prime acquistate dal cassiere in prodotti finiti. L’atmosfera è comunque molto bavarese. A ogni città sono collegate ulteriori homepage, rendendo i contenuti del sito pressoché inesauribili. Il nocciolo di Brettspiel Welt è però l’interfaccia java. All’inizio si viene proiettati sulla parte esterna di un castello, l’Armfeld, la piazza d’armi.
È possibile visitarla, come una città virtuale, intermente in 3D, ma per non perdere tempo in frustranti peregrinazioni, soprattutto per i neofiti, l’idea migliore è selezionare direttamente Spiele Auswahle. Ovvero “scelta del gioco”. In questo modo si viene reindirizzati a un catalogo visuale di una trentina di giochi da tavola differenti. A parte il Backgammon, si tratta di prodotti recentissimi, fra cui lo splendido I Coloni di Catan, Carcassonne, Medina, Paris Paris, Transamerica e il nuovissimo Clans. Uscito pochi mesi fa. Giochi strategici, solo alcuni dei quali hanno bisogno di un lancio di dadi, e con ben poco spazio per la fortuna. Proprio come gli scacchi.
E, a differenza del Risiko o del Monopoli, creati in modo tale che una partita non richieda più di tre quarti d’ora. L’ideale per un momento di pausa, ad esempio la sera, prima o dopo cena. O in qualsiasi altro orario della giornata, essendo il sito sempre molto frequentato e non mancando mai gli sfidanti. Ottima l’interfaccia, anche se piuttosto complessa al primo impatto. Ulteriore merito di Alexander Zbiek, il padre di Brettspiel Welt, e della sua allegra brigata.
Matteo F. M. Sommaruga 03-08-2003