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IL NUOVO MONDO, DALLA CIVILIZZAZIONE DEI CONQUISTADORES ALLA CIVILTÀ DEI BOSS DI CHICAGO
Guerre e intrighi simulati ricreano la storia più movimentata dell’epoca moderna, ma i Simpson non stanno a guardare
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The Simpson: Hit and Run trucco! I TITOLI DI PROSSIMA USCITA SEMBRANO VOLER DIMOSTRARE CHE LA CIVILTÀ UMANA SAPPIA farsi spazio nella storia nonostante guerre e delitti, onnipresenti in gran quantità. Minacce che incombono sulla nostra specie, la quale può fortunatamente contare sul soccorso dei Simpson, Judge Dredd e Buffy la Stendivampiri. A seconda dei gusti.

   Il più fedele al percorso storico della società e della tecnologia dell’animale parlante a due zampe è “Empires: l’alba del mondo moderno”, pubblicato da Activision e distribuito da Leader. Il gioco, la cui presentazione si apre citando una pagina del diario di Cristoforo Colombo, apre una finestra su un intero millennio, dal 950 al 1950 dell’era corrente. Ovvero dalla nascita di Cristo.
    Un periodo inusuale per gli storici, ma che la mente di Rick Goodman, l’autore di Age of Empires e Empire Hearth, ha individuato per creare un inedito strategico in tempo reale e consentire il controllo di civiltà realmente esistite, nei periodi più critici della loro esistenza. Prendendo di petto il medioevo senza rinunciare ai brividi della Seconda Guerra Mondiale. Battaglie all’ultimo sangue con la possibilità di combattere per terra, nei cieli e sul mare, a sfondo di un gameplay differente per ogni nazione in lizza. Fra i punti di forza della grafica, la riproduzione delle superfici interamente in 3D grazie al particolare sistema di acquisizione delle immagini.

   Uno zoom con la telecamera dei Simpson, è quello che invece ci consente di rivivere in prima persona una fase altrettanto delicata, anche se concentrata in un arco di tempo più breve, della storia dell’umanità. In The Simpson: Hit and Run, viene ricostruito il terribile complotto che minacciò la stessa esistenza della tranquilla cittadina di Springfield. La città natale della disgraziata famiglia degli antieroi gialli del piccolo schermo. L’avventura ha inizio con misteriose scomparse di persone e altrettanto enigmatiche comparse di cerchi nel grano. Le telecamere di sorveglianza spuntano qua e là con la stessa discrezione dei funghi e Homer Simpson si accorge che un camion nero dotato di parabola ha preso la scocciante abitudine di parcheggiare sul suo vialetto di casa. Indizi che lasciano presupporre qualcosa di losco, ma gli abitanti di Springfield sapranno reagire.
   Con oltre 56 percorsi, missioni e 7 giganteschi livelli, il titolo alterna prove di guida a scene di azione tipiche dei platform, portando in vita la versione simulata di Homer, Bart, Apu, Marge e Lisa, e, con loro, altri 12 personaggi. 17 in tutto. Oltre 40 sono invece i veicoli disponibili nel corso del gioco, fra cui la fuoriproduzione di Homer e il camioncino di Cletus. Un must per i fan della celebre serie televisiva, cui i produttori si sono rivolti inserendo battute e scenette nascoste nei vari livelli, oltre a estratti dagli episodi delle 14 stagioni passate. Fino a 4 i giocatori ammessi nella modalità multiplayer.

   Più orrorifica, ma forse, per chi è dotato di buon sense of humour, altrettanto divertente, è la saga di Buffy the Vampire Slayer. Cui Fox Interactive dedica un gioco d’azione dal titolo “Chaos Bleed”. Nella cittadina di Sunnydale, di cui il sottoscritto si domanda come possa ancora essere abitata dopo attacchi praticamente quotidiani di vampiri e mostri ultraterreni, rispunta dal passato un certo Ethan Rayne. Questi, un nemico di Buffy, è coinvolto fino al collo nella lotta contro la prima incarnazione del male conosciuta. Zombie, demoni e vampiri si avvicenderanno in un’inarrestabile turba infernale, che solo Buffy e i suoi amici sono in grado di arrestare.
   Nel ruolo della splendida impalettatrice, o dei suoi compagni, Alex, Willow, spike e Faith, rimane al giocatore portare a compito la missione rifornendosi da un arsenale pressoché illimitato. Almeno per fantasia. Lanciafiamme e balestre, forconi e pistole ad acqua (sic!), sono le armi che sventeranno i piani del demonio di turno. Sei i mondi differenti per la modalità multiplayer, limitata a 4 giocatori, ma in cui è possibile assumere anche il ruolo del vampiro. Nella confezione del gioco, numerosi i contenuti extra. Con interviste, gallerie fotografiche, storyboard e dietro le quinte del popolarissimo telefilm.

   Judge Dredd: Dredd Vs. Death è l’ultimo dei titolo d’azione d’ispirazione televisiva di cui si compone la rassegna settimanale. Il riferimento è a una delle più pirotecniche, e, a nostro avviso, meglio riuscite, pellicole di Sylvester Stallone. Film in realtà ispirato all’omonimo fumetto di John Wagner e Carlos Ezquerra, ambientato in un apocalittico terzo millennio dove le megalopoli della terra si sono trasformate in palestre per la criminalità.
   Affrontata a suon di sentenze balistiche dai Giudici, un temibile corpo di polizia costituito da agenti che al contempo svolgono il ruolo di magistrati inquirenti e giudicanti. Il Livello Zero di Megalopoli 1, quel che resta di Manhattan, è il settore affidato a Joseph Dredd, uno di questi giudici, dotato di scarsa ironia e della stessa flessibilità di un calcolatore a schede perforate. Il gioco, pubblicato da Vivendi Universal, immerge l’avventura nel non invidiabile mondo del fumetto wagneriano, visto dalla visuale del sopracitato poliziotto.
   Che, come Buffy, deve far fronte all’improvviso proliferare di Vampiri. Chi si celi dietro l’invasione verrà rivelato solo dopo aver completato l’ultima missione. Per chi non fosse abbastanza curioso, è comunque disponibile una sezione multiplayer, per 4 giocatori, interamente personalizzabile.

   Dalla criminalità del prossimo futuro, torniamo ora, per concludere la rassegna, alla criminalità del prossimo passato. Chicago 1930, un gioco di tattica e azione di Microids, è dedicato all’epica lotta della polizia americana contro la Mafia all’epoca del protezionismo. Nella città, che naturalmente è Chicago, il boss Hak O’Neil deve fare i conti con Don Falcone, più ambizioso e crudele, ma anche con i piedi piatti. Ed è nel ruolo di questi ultimi che, facendo la dovuta attenzione a non infrangere la legge e i più elementari diritti dei cittadini, il giocatore potrà dimostrare come dietro a un distintivo non si celino solo chiacchere. Oppure, cedendo alla seduzione del lato oscuro, nel ruolo di un gangster, ottenere il controllo della metropoli. In questo caso eliminando i boss avversari e partecipando alle consuete imprese dei picciotti dell’onorata società. Lecitissimo comprare i testimoni, o, in assenza di denaro, ricorrere al più economico piombo per metterli a tacere per sempre.
   Un gameplay tattico nello spirito di Machiavelli, dove per vincere occorre saper riunire la squadra giusta. Come in un RPG, con la differenza che ai chierici e ai guerrieri si sostituiscono agenti federali e gangstars. Ognuno con proprie specifiche capacità.

Matteo F. M. Sommaruga  05-11-2003

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