IMPOSTATA SECONDO CANONI MOLTO TRADIZIONALI, MA BEN CURATA NELLA SCENEGGIATURA e nell’immagine, Il Mistero della Mummia è l’ultima, fra le avventure grafiche, a adottare Sherlock Holmes come sponsor e protagonista. Pur seguendo la stessa interfaccia nata con Atlatis, una serie di inquadrature statiche da esplorare muovendo il puntatore del mouse, è un buon titolo, fra i migliori che finora hanno voluto portare nel mondo simulato il leggendario investigatore creato da Sir Arthur Conan Doyle.
Forse perché non si era riusciti a cogliere la ricetta del successo del detective londinese. Soprattutto il modo di procedere, il rigore delle analisi, sempre abbastanza creative da rendere affabile un carattere tanto cupo e spirituale. E le ambientazioni, dotate di quel fascino inspiegabile che porta con se l’era vittoriana, quando anche gli amici più cari si rivolgevano l’un l’altro con la terza persona singolare.
Come del resto anche Holmes e Watson. Quest’ultimo non compare però nell’avventura, se non nel preambolo. Con un motto d’arguzia che lascia intendere quanto gli sviluppatori, il team di Frogwares, siano entrati nel personaggio, l’investigatore privato si sente decisamente sollevato dall’assenza dell’amico. Per i suoi pensieri non è altro che una scocciatura. Non così la lettera di Elizabeth, che nei giorni seguenti avrebbe dovuto sposare Andrew, un cugino di Holmes. Lo prega di portarle il suo aiuto, perché il padre di lei, Lord Montcalfe, sembra misteriosamente scomparso.
Fra l’altro dopo essere stato colto da una strana forma di paranoia, degenerata nella demenza. Holmes non avrà il piacere di incontrare nell’immediato la futura cugina, ma una volta giunto sul posto, una magnifica magione ricca di tranelli e reperti egizi, non gli resterà che aguzzare il cervello.
L’interfaccia, che, come anticipato, è piuttosto vecchiotta e incapace di dare movimento alle scene, è però immediata e la voce dello stesso Holmes, con qualche breve commento, soccorre anche il giocatore. I puzzle, disposti qua e là in maniera eccelsa, sono nel loro insieme fra i più divertenti con cui abbiamo mai avuto modo di confrontarci. Una serie di enigmi che piaceranno soprattutto a chi apprezza i calcoli aritmetici cifrati della Settimana Enigmistica. O indovinelli di questo genere.
La stessa ambientazione, come si è detto, è molto curata nel dettaglio e, anche se l’arredamento dà l’impressione che in epoca più recente Lord Montcalfe sarebbe finito sotto processo per aver depredato la Valle dei Re, le inquadrature non sono certo spoglie.
Oltretutto, le continue riflessioni di Holmes, la presenza di un discreto numero di filmati, e di dialoghi, permette di ricostruire l’avventura come se si stesse leggendo un capitolo appena aggiunto ai diari di Backer Street. Già disponibile, per PC, Il Mistero della Mummia è distribuito in Italia da CTO e pubblicato da Wanadoo.
Giudizio complessivo: 7/8
Interfaccia: 7+
Grafica: 7/8
Sonoro. 7.5
Giocabilità: 7.5
Requisiti di sistema:
Pentium oppure AMD 350 MHz
64 MB di RAM
130 MB di spazio libero su disco.
Scheda audio
Scheda video da 8 MB
Matteo F. M. Sommaruga 09-07-2003