trucco!
trucco! cybernews
trucco!
THE HACKER DIARIES: CONFESSIONI DI GIOVANI HACKER
Un saggio con i toni del romanzo, viaggiando fra le menti di giovani tecnomani assetati di conoscenza
trucco!
Indice della rubrica
trucco!
Cinema
trucco!
Fumetti
trucco!
Graffiti
trucco!
Libri
trucco!
Musica
trucco!
Teatro
trucco!
VIPs
trucco!
trucco!

la copertina trucco! THE HACKER DIARIES È UN VOLUME INSOLITO, PERCHÉ PUR NON TRATTANDOSI di un testo strettamente tecnico compare nella collana di McGraw-Hill dedicata all’informatica, ma soprattutto perché se le sue pagine si leggono facilmente, gli avvenimenti narrati dall’autore sono il frutto di una ricerca condotta nelle più impervie delle regioni in cui sconfina la cultura informatica. Il mondo degli hacker, così come descritto da Dan Verton, che sull’argomento ha pubblicato una serie di saggi editi dalla prestigiosa casa editrice americana, non è infatti il più banale da indagare.
   Per la sfuggevolezza dei suoi protagonisti e per la natura delle occasioni in cui questi personaggi mostrano se stessi, spesso su canali di chat dove chiunque potrebbe dichiarare sul proprio conto tutta la verità, o inventarsi frottole più o meno ben congeniate. Non a caso in tutte le esperienze in cui Verton si è imbattuto, le tecniche di ingegneria sociale, adottate per poter carpire con la forza della seduzione o dell’inganno informazioni cui non si riuscirebbe altrimenti ad avere accesso, hanno ricoperto un ruolo non marginale rispetto alla capacità di manovrare software e compilare qualche riga di codice.
   The Hacker Diaries è la raccolta dei percorsi, più o meno gloriosi, seguiti da un pugno di giovani hacker assetati di conoscenza e, nella maggior parte dei casi, insofferenti delle convenzioni sociali. Verton non vuole però criminalizzare una categoria, peraltro molto vasta e composta da individui dotati di spiccate personalità difficilmente riconducibili a un’unica tipologia.
   Con rara sensibilità, quella di cui sono dotati i migliori giornalisti, riesce a illustrare un mondo controverso, partendo da esempi reali per evidenziarne alcune caratteristiche e, se deve esprimere un giudizio morale, lo fa con il dovuto rispetto delle regole e delle persone. Lascia piuttosto parlare quei ragazzi, non più teenager, che dopo il disorientamento iniziale dovuto alle possibilità illimitate offerte dal libero accesso alla rete, hanno forse inizialmente ceduto al gusto del proibito, ma si sono poi costruiti una personale via nel mondo.
   Quasi tutti. Genocide, uno studente dell’Alaska, viveva in una baracca priva di acqua corrente e energia elettrica a trecento chilometri dal circolo polare artico. Ha avuto seri problemi con l’università, di cui sfruttava l’account per le sue scorrerie nel web, è stato diffidato da un agente dell’FBI che si è messo sulle sue tracce, ma ha saputo dominare i propri istinti, e ha trovato uno sbocco professionale nel campo della sicurezza sulla base delle esperienze accumulate.
   Così come Willie Gonzalez, che, con lo spirito di un maestro di arti marziali, o, dato l’argomento, di un cavaliere jedi, si è preso la responsabilità di addestrare un allievo e lo ha guidato lontano dal lato oscuro. Ma non come Mafiaboy, un teenager neppure tanto esperto, ma abbastanza scellerato da creare milioni di dollari di danni ai principali protagonisti della new economy. La prosa è molto scorrevole, ma è soprattutto la profondità dell’analisi psicologica che riesce a mantenere viva la curiosità del lettore e, trascinandolo nella spirale, guidata dalla sete di conoscenza, di libertà e di trasgressione provata a suo tempo dai protagonisti, può spingere a divorare il volume in una giornata di riposo.
   Un titolo che consiglieremmo a chiunque, ma soprattutto a chi è stato impressionato dalla lettura di certi articoli sulle incursioni degli hacker nella rete, e si renderebbe conto di quello che un hacker, abile o maldestro, è effettivamente in grado di compiere, senza eccessivi allarmismi; oppure agli stessi teenager che aspirano a diventare hacker. Rendendoci conto che l’idea balena nella mente anche di molti non più giovanissimi. Costoro potrebbero forse trovare qualche indicazione per evitare di diventare dei semplici teppisti armati di tastiera.
   Gradevole e ben curata sia la grafica che l’impaginazione del volume. Stampato su carta di buona qualità e arricchito, nella parte centrale, da qualche illustrazione che contribuisce a dare un volto umano a quelli che altrimenti rimarrebbero dei nickname. Da non perdere le appendici, con un breve riepilogo storico sull’evoluzione dell’hackering e alcuni siti in cui sbirciare per approfondire l’argomento.

The Hacker Diaries: confessioni di giovani hacker, di Dan Verton, McGraw-Hill, Milano 2002, pagine 222, euro 15,00

Matteo F. M. Sommaruga  21-10-2003

trucco! trucco!
Archivio
trucco!
Info
trucco!
Scrivici
trucco!
Torna su
Aiutaci a migliorare: dai un voto a questo articolo!

Ottimo
Buono
OK
Scarso
Pessimo
Bleah!


Send me!
Manda questa pagina ad un amico

trucco! CyberNewsTrucco!Home
trucco!