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METAL GEAR SOLID: LA SAGA DI HIDEO KOJIMA
Nel secondo volume di Ludologica, l’articolato gioco d’azione dell’autore nipponico svelato nella sua duplice natura di videogame e pellicola interattiva
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la copertina trucco! PIÙ CHE A UN SINGOLO TITOLO, È STATO DEDICATO A UNA GRANDE SAGA IL SECONDO volume di Ludologica, la collana dedicata dalle Edizioni Unicopli di Milano al mondo del videogioco visto con un approccio critico finora riservato a altro genere di forme di comunicazione. Quelle che nell’immaginario collettivo hanno saputo ritagliarsi una posizione più decorosa di quella stabilitasi, a torto, intorno al divertimento simulato.
   Il volume, opera di Bruno Fraschini, un giovane docente di game design alla Nuova Accademia di Belle Arti, è particolarmente riuscito. Naturalmente per merito dell’autore, che riesce a costruire un discorso piuttosto rigoroso senza lasciarsi trascinare dallo stile ampolloso solitamente comune a trattazioni di questo genere.
   Si deve però considerare che, la serie di Metal Gear, nata intorno al 1987, è stata concepita da un personaggio come Hideo Kojima, il quale ha trovato nel computer entertainment lo strumento più adatto per realizzare i propri esperimenti cinematografici.
   E proprio come in un film si ramifica la storia di Metal Gear, ambientata in un mondo futuribile, dove la macchina rimane al servizio dell’uomo, ma può anche essere utilizzata per sopprimerne la libertà. Probabilmente proprio l’ispirazione al linguaggio della celluloide, riproposto in una forma del tutto rivoluzionaria, rende il gioco più adatto a essere oggetto di un’analisi critica.
   O meglio i giochi, perché sulla strada di Metal Gear, sono stati sviluppati altre tre titoli. A ciascun episodio Fraschini dedica una parte del libro, non dimenticando di introdurne i personaggi e le caratteristiche basilari a un lettore del tutto estraneo.
   È comunque sui protagonisti, e sulle motivazioni che ne giustificano l’intervento, che si concentra l’attenzione dell’autore. Caratteri alle volte dipinti con voluta ambiguità, spunto non solo per le parti centrali del libro, ma anche per la prefazione di Matteo Bittanti, il curatore della collana. Il quale, e su questo discordiamo, contempla l’ipotesi di un antiamericanismo di fondo nella poetica di Hideo Kojima. Il libro, che sa legare molto bene fra loro gli argomenti trattati, riuscendo a coprire con equilibrio ogni aspetto della saga, si conclude, in maniera molto naturale e senza forzature, con alcune considerazioni sugli sviluppi futuri del mondo di Metal Gear.
   Cui forse Kojima, come ha affermato nel corso della presentazione italiana di The Sons of Liberty, probabilmente non parteciperà.

Metal Gear Solid: l'evoluzione del serpente, di Bruno Fraschini, Edizioni Unicopli, Milano 2003, pagine 158, Euro 10,00.



Matteo F. M. Sommaruga  22-12-2003

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