IL FLIGHT SIMULATOR DI MICROSOFT RAGGIUNGE IL RAGGUARDEVOLE TRAGUARDO DEI VENT’ANNI di servizio e, con una leggera forzatura, tuttavia perdonabile, celebra allo stesso tempo il centenario del volo umano. La leggendaria impresa dei fratelli Wright risale infatti al 1903, mentre il Flight Simulator che ci apprestiamo a recensire è il 2004. Un prodotto ormai maturo, nato inaugurando una nuova branchia dell’intrattenimento elettronico, evolutosi al punto di trasformarsi in una sofisticata simulazione ben lontana da ogni altro videogioco sul mercato.
E lo si nota fin dall’approccio alla schermata iniziale. Un menu molto semplice, piacevole perché l’essenzialità dello stile non affatica la vista e chiarisce immediatamente quali sono le principali funzionalità del gioco, senza dimenticare la sezione aggiuntiva, una vera chicca, dedicata ai protagonisti e alle imprese della storia del volo umano. Su questo punto ritorneremo in seguito. Quel che al momento ci preme sottolineare è che, a differenza di quanto accada di solito, il tutor non è costituito da una breve soluzione dove impratichirsi con i comandi di base.
Le lezioni di volo, come qui è chiamata la cosiddetta introduzione, seguono l’impostazione voluta da John e Martha Ring, una coppia di arzilli piloti ultrasessantenni alla guida di una delle più importanti scuole per aspiranti aviatori di tutti gli Stati Uniti. Per sapere come disattivare i freni o abbassare i flap è sufficiente dare un’occhiata al promemoria stampato sull’ultima pagina del manuale, rendersi conto di quando sia necessario ricorrere a questi comandi è invece l’arduo compito del tutor. Che si suddivide in una parte teorica e una pratica.
L’attenta lettura della prima è requisito indispensabile per poter capire quanto si stia facendo nella seconda. Nonostante non manchi mai l’assistenza vocale dell’istruttore simulato. Cui i responsabili della localizzazione italiana hanno purtroppo donato la voce nasale dei telecronisti d’altri tempi, più qualche altra chicca in merito alla pronuncia dei termini presi in prestito dal vocabolario inglese. Primo fra tutti joystick con l’i accentata. Tornando alle glorie del gioco, le lezioni di volo partono da un livello introduttivo, ma non per questo semplicissimo, soprattutto se si è effettivamente a digiuno da qualsiasi nozione tecnica, per arrivare alle competenze richieste a un pilota di linea. Anticipiamo che nelle parti più avanzata è particolarmente interessante la trattazione sui sistemi di navigazione basati sul GPS.
Microsoft Simulator 2004 è però, come detto, anche un modo per ricordare il centenario della realizzazione del sogno di Icaro, e il gioco regala la possibilità di ripercorrere le tappe dell’aviazione a bordo delle versioni simulate degli apparecchi che hanno fatto la storia. A partire dal Flyer dei fratelli Wright, in una missione che, con un pizzico di ironia, potrebbe essere confrontata al lancio di un giavellotto, passando per la traversata oceanica di 30 ore sullo Spirit of St. Louis di Lindbergh, fino alle prime esperienze con i motori a reazione.
Voli ricostruiti fedelmente, e altrettanto ottimamente introdotti dalle note di Lane Wallace, una cronista americana ricca di talento narrativo e di amore per qualunque cosa si libri nel cielo. Ben quindici sono i velivoli storici presenti nell’edizione 2004 di Flight Simulator, a fianco dei rappresentanti di diciassette case produttrici. Non solo aerei a motore, ma anche alianti e elicotteri, arricchendo in modo decisamente completo l’esperienza di un pilota virtuale. Il quale potrebbe anche trovarsi un impiego in una linea aerea simulata, con tanto di registrazione della propria carriera.
Altro aspetto interessante, che dal nostro punto di vista è assolutamente fondamentale, sono l’ampio catalogo di piste di atterraggio selezionabili. 15416 per 219 paesi di tutto il globo. Un numero che potrebbe apparire esorbitante, ma necessario se, come è nell’interesse di Flight Simulator, si vuole offrire una simulazione il più possibile simile alla realtà. Così come deve corrispondere alle leggi della natura, la fisica dei velivoli pilotati. Il risultato ottenuto è di tutto rispetto, lasciando però all’utente il compito di farsi le ossa ragionando sui casi reali per poter apprezzare fino in fondo lo spirito della simulazione. In ogni modo è meglio procurarsi un joystick. Non che con la tastiera le manovre risultino impossibili, ma come le stesse lezioni lasciano intendere, e la pratica dimostra che hanno perfettamente ragione, il realismo è ancora più elevato se si aggiunge la necessità di comprendere il livello di pressione da applicare alla cloche durante il volo. Affidandosi alle frecce della tastiera, alle volte sembra invece di esercitarsi in un estenuante gioco di abilità. Anche perché il controllo del mezzo risulta in questo caso, oltre che meno coinvolgente, molto più difficile.
Giudizio complessivo: 9
Grafica: 9
Sonoro: 8.5
Giocabilità: 9
Interfaccia: 9
Requisiti di sistema
Windows 2000/XP con 128 MB di RAM o Windows 98/ME con 64 MB di RAM
Processore: 450 Mhz
Disco Rigido 1.6 GB
Scheda video 8 MB/3D
Matteo F. M. Sommaruga 29-10-2003