DIVERTENTE E BEN RITMATO, ORIGINALISSIMO SOPRATTUTTO PER VIA DEI TONI CUPI PROPRI DI uno shoot’em up in prima persona a contrasto con la simpatia dei protagonisti. Naturalmente limitata ai buoni. Questa è l’impressione che si ricava anche dopo pochi minuti di gioco con Metal Arms: Glitch in the System, il videogioco dal lunghissimo titolo sviluppato dai ragazzi dello Swinging’ Ape Studios per l’accoppiata vincente di Sierra e Vivendi Universal. È la storia di una piccola armata di droidi che hanno saputo riprogrammare se stessi e dare inizio alla lotta contro i malvagi Mils, robot umanoidi dalle tendenze schiaviste. I Mils, governati con il pugno di ferro dal generale Corrosive, hanno provocato il tracollo della civiltà dorata evolutasi sul pianeta Ironstar grazie all’aiuto dei droidi. E i droidi sono stati costretti a diventare i loro umili servitori.
Finché un giorno, seguendo uno schema che assembla mirabilmente i passi di una favola con l’atmosfera di un film di fantascienza, un robot canino di nome Zobby, a onor del vero più simpatico dell’AIBO di Sony, ritrova fra le macerie la carcassa di un droide sconosciuto. Questi è il Glitch, un robottino minuto, come un nano, dall’armatura gialla e dagli occhi azzurri, il prescelto per salvare il mondo dopo averne reimpostato le funzionalità. Sostituendo all’interfaccia del minatore quella dell’eroe.
Suoi fidi alleati il colonnello Alloy, un robot architetto riconvertitosi nel codice di un militare pronto a tutto per difendere la causa della democrazia. Un essere monoruota dal volto paperuto, la cui presenza contribuisce notevolmente all’aspetto più humouristico del gioco. Perché infatti l’humour sta solo dalla parte dei buoni. I cattivi sono invece tali nel modo più assoluto.
Soprattutto alcune loro unità, come il Berserker, un mastino delle dimensioni di un dinosauro, terrificante sia esteticamente che per i danni che riesce a provocare, le guardie d’elite e le jump trooper. Questi ultimi sono quel genere di avversari, praticamente presenti in ogni titolo analogo e sempre, almeno nei confronti del sottoscritto, le più snervanti da affrontare. Perché, proprio per via delle evoluzioni che sono in grado di compiere, possono contare sull’impatto psicologico degli attacchi a sorpresa. Del resto il gioco è destinato a quel pubblico che ama un ritmo sostenuto, ed essere messo alla prova in duelli che richiedono soprattutto velocità di risposta.
Bisogna però aggiungere che Metal Arms non si limita, come avrebbe potuto fare rimanendo un buon prodotto, a accentuare le sequenze di combattimento, ma inserisce, di tanto in tanto, anche dei puzzle piuttosto originali. Non eccessivamente complessi, ma sufficienti per riservare qualche sorpresa inaspettata. Le parti migliori sono comunque gli inseguimenti a bordo dei veicoli dei Mils, le scene di intrusione e i duelli con i robot più temibili.
Che rimandano, e l’atmosfera è stata ricostruita con singolare efficacia, ai duelli finali dei vecchi cartoon della scia di Voltron. Decisamente varie anche le ambientazioni, con diversi richiami, impossibile stabilire se voluti o meno, a videogiochi e pellicole di successo. Zobby, il cane, fa tornare alla mente il dobermann di Tom e Jerry, le scene del deserto il pianeta natale della famiglia Skywalker. Lo stesso Glitch assomiglia a un protagonista della gloriosa serie spazio della Lego.
Bella anche la colonna sonora, naturalmente per chi non detesti la techno dance. Qualche riserva invece sulla grafica utilizzata per segnalare i mirini e le barre di energia. Forse un po’ troppo retro.
Genere: Sparatutto 3D in prima persona
Sviluppatore: Swinging’ Ape Studios
Publisher: Sierra
Distributore: Vivendi Universal
Giudizio complessivo: 8
Interfaccia: 7.5
Grafica: 7/8
Sonoro: 7.5
Giocabilità: 8
Requisiti di sistema: PS2
Matteo F. M. Sommaruga 11-02-2004