SVILUPPATO DAL TEAM DI ARGONAUT GAMES, GLOBAL STRIKE TEAM RILANCIA UNA DELLE collane storiche di Sierra aprendo al corpo di polizia meglio equipaggiato al mondo la strada delle missioni internazionali. Gli SWAT, acronimo di Special Weapons and Tactics, sono difatti gli specialisti della polizia di Los Angeles, più volte coinvolti, a partire dallo storico Police Department, rilasciato oltre dieci anni fa, nei simulatori di combattimento tattico in prima persona. Per non ripercorrere la stessa strada, si è però questa volta deciso, con il pretesto di ambientare la sceneggiatura nel 2016, di proiettare le operazioni su scala globale.
All’interno delle guerre più o meno ufficialmente dichiarate contro trafficanti di droga e terroristi. Effettivamente un panorama piuttosto attuale, ma del resto il futuro ricostruito nel titolo sembra essere ben più prossimo di quanto sostenuto. Se non per le armi da fuoco in dotazione agli agenti. Nel loro complesso un power up di quelle al momento disponibili, con un sensibile incremento in precisione e livello di fuoco. Soprattutto il fucile per cecchini, il cui impatto sarebbe letale se non fosse che le missioni incluse, 21 in sigle player e 10 per il multiplayer, privilegino il combattimento corpo a corpo o le incursioni a distanza ravvicinata.
Azioni condotte da un gruppo di tre uomini, il comandante, un certo Kincaid, dal profilo forse troppo sfuocato per riuscire ad affezionarcisi, il cecchino e il tecnico. I caratteri di questi ultimi due sono invece decisamente meglio delineati. Rispettivamente Kim Tram, una brunetta tutto pepe con un passato trascorso in compagnia di mercenari e spioni, e Antony Jackson, un gigante buono con il pallino dell’hackering.
Tornando al gioco, per quanto le missioni siano state accuratamente sparpagliate in giro per il globo, con una certa attenzione verso le differenze climatiche piuttosto che per le architetture, gli interni sono infatti sempre molto simili fra loro, il risultato complessivo è quello di un titolo piuttosto tradizionale. Ben impostato, piacevole e di media difficoltà, coinvolgente al punto giusto senza essere ossessivo, ma privo di aspetti radicalmente innovativi. Un decisivo passo in avanti è piuttosto quello ottenuto con l’introduzione del nuovo motore grafico, in grado di supportare effetti di illuminazione di ottima qualità. Luci e ombre, assieme al profilo appena sfuocato di certi elementi in lontananza, risultano sensibilmente migliorate.
Discreto anche il sonoro, con la possibilità di coordinare il team attraverso i comandi vocali. Nel caso però bisogna essere piuttosto tolleranti e prepararsi a dover ripetere più volte lo stesso ordine. Con lo strano effetto di aver l’impressione di parlare al telefono con la nonna piuttosto che via radio con un gruppo di temerari. L’interfaccia risulta però, nel suo complesso, decisamente maneggevole.
Genere: Sparatutto tattico 3D in prima persona
Sviluppatore: Argonaut Games
Publisher: Sierra
Distributore: Vivendi Universal
Giudizio complessivo: 7/8
Interfaccia: 7.5
Grafica: 7.5
Sonoro: 7/8
Giocabilità: 7/8
Requisiti di sistema: PS2
Matteo F. M. Sommaruga 25-02-2004