DUE NAVY SEAL, LE TRUPPE SPECIALI DELLA MARINA AMERICANA, SI PREPARANO all’ingresso nel centro storico di una cittadina italiana. Alle loro spalle un terzo militare valuta i rischi cui potrebbero essere esposti i propri uomini e dirige la squadra, armata di tutto punto, verso il punto in cui sono stati localizzati i terroristi. Con un certo ottimismo ci si augura che lo scenario appena descritto si limiti alle scene, nel virtuale assolutamente realistiche, di Counter Strike Condition Zero, uno dei più giocati fra i titoli di azione on-line, di cui Sierra si fregia di essere l’editore.
Un videogame dall’impostazione ormai tradizionale, con ben pochi spunti genuinamente originali, ma premiato da una forte caratterizzazione delle missioni e delle ambientazioni. Rese con una certa verosimiglianza, oltretutto particolarmente coinvolgenti in un periodo in cui il mondo civilizzato viene travolto dalla barbarie dei gruppi terroristici internazionali.
Il titolo è dedicato infatti alle imprese dei più prestigiosi e meglio preparati corpi d’elite che, in tutto il globo, sono quotidianamente coinvolti in operazioni sotto copertura per proteggere la tranquilla esistenza della specie umana. In un ambiente interamente tridimensionale, dove anche le ombre, i riflessi e i suoni prodotti dai passi possono rivelare la presenza dell’eroe virtuale ai suoi spietati nemici, i giocatori umani devono coordinare gli sforzi del proprio alter ego e dei suoi compagni per portare a termine le missioni più rischiose.
Può capitare che i professionisti della morte abbiano piazzato una bomba in un edificio storico, o che si stiano facendo beffe dei sentimenti dei cittadini onesti minacciando di assassinare gli ostaggi caduti nella propria trappola. Facendo ben attenzione a selezionare le armi più appropriate, in base al budget a disposizione (ogni successo comporta infatti sensibili introiti, ogni sconfitta perdite economiche altrettanto sostanziali) e alla missione che ci si trova ad affrontare, non rimane che immergersi nell’azione. Dove non è detto che la tattica abbia il sopravvento sulla prontezza di riflessi, peraltro indispensabile anche in uno scontro con il più stupido dei bot controllati dal PC, e alle volte risulta necessario saper camuffare gli spostamenti. Il cosiddetto stealth, il gioco condotto nell’ombra, ricopre infatti un ruolo indispensabile e ben equilibrato con altre parti del titolo sicuramente più vivaci.
Altro aspetto positivo sono le caratteristiche di ciascuna arma a disposizione. Non solo realistiche, ma anche tali da spingere il pubblico a percepire che la potenza di fuoco o la gittata non sono gli unici aspetti da valutare in qualsiasi equipaggiamento. Non così riuscita invece la parte grafica vera e propria, affidata ai team di Ritual e di Valve. Presenta l’innegabile vantaggio di girare anche su sistemi non recentissimi, ma allo stesso modo non sembra essere neppure lo stato dell’arte di quanto prodotto attualmente. Discreto invece il sonoro, ottima la gestione degli aspetti ambientali come la temperatura o la presenza di gas tossici.
Disponibile sia una vasta scelta di missioni e una campagna non brevissima per il giocatore singolo, ben articolato invece il multiplayer. Su cui gli sviluppatori hanno senza dubbio concentrato le proprie forze. Una piacevole sorpresa attenderà invece i fan di Half Life. All’interno della confezione del gioco, in esclusiva, il filmato dell’attesissimo sequel.
Genere: Sparatutto tattico 3D in prima persona
Sviluppatore: Ritual/Valve
Publisher: Sierra
Distributore: Vivendi Universal
Giudizio complessivo: 7.5
Interfaccia: 8
Grafica: 7.5
Sonoro: 7.5
Giocabilità: 7/8
Requisiti di sistema:
Windows 98/ME/2000/XP
Pentium III 500 MHz
96 MB RAM
16 MB Scheda Video
500 MB Spazio sull’Hard Disk
Scheda audio Windows Compatibile
Matteo F. M. Sommaruga 05-05-2004