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Il Giardiniere di Van Gogh lascia l'Italia
La Corte Europea dei diritti dell'uomo condanna l'Italia a restituire il celebre dipinto
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DOPO OLTRE VENT'ANNI DI ATTI GIUDIZIARI, MARCHE DA BOLLO, PROCEDIMENTI DAVANTI A TUTTE LE AUTORITÀ giudiziarie del nostro Paese-dai Tribunali ordinari ed amministrativi alla Corte Costituzionale passando attraverso la Suprema Corte di Cassazione-Ernst Beyeler, cittadino svizzero che oltre 23 anni fa aveva acquistato da un gallerista romano il celebre dipinto del pittore olandese ha ottenuto giustizia o, almeno, si è visto riconoscere, in un'aula giudiziaria, il suo diritto a rientrare in possesso dell'opera d'arte.
   Ma andiamo con ordine... È il lontano 1977 quando il Sig. Beyeler acquista-non comparendo in proprio ma agendo attraverso un intermediario-"Il Giardiniere" di Van Gogh; all'atto della vendita, non viene notificato al Ministero dei Beni Culturali, così come previsto da una vecchia legge del 1939, il nome dell'acquirente che viene reso noto solo 10 anni più tardi allorché il Sig. Beyeler decide di vendere l'opera per 8,5 milioni di dollari ad una famosa galleria d'arte veneziana.
   A questo punto, il Governo Italiano che sino a quel momento non aveva ritenuto di intervenire, decide di esercitare il diritto di prelazione-che per legge avrebbe dovuto esercitare entro due mesi dalla conclusione della prima vendita del 1977-sostenendo che la decadenza dal diritto di esercitare la prelazione doveva ritenersi superata dall'omessa notifica del nome dell'acquirente ed acquista il quadro per il "modico" importo di 600 milioni.
   Sino ad oggi tutte le Corti italiane alle quali il Sig. Beyeler si era rivolto per sentir dichiarare l'illegittimità dell'atto d'imperio del Ministero dei Beni culturali avevano respinto la sua domanda, il 5 gennaio scorso, finalmente, dopo una maratona giudiziaria di oltre 20 anni, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha definitivamente riconosciuto il diritto del cittadino svizzero di rientrare in possesso dell'opera invitando le parti a raggiungere un accordo circa tempi e modalità della riconsegna.

Guido Scorza  20 gennaio 2000

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