CROLLA L'ULTIMA DELLE SPERANZE DEL POPOLO DEGLI automobilisti indisciplinati: quella di impugnare il fatidico "verbale di accertamento" perché redatto da un vigile ausiliario.
Il caso dei "vigilini", che nelle ultime settimane aveva fatto sognare tanti italiani e, soprattutto, era costato diverse centinaia di milioni all'erario, sembra arrivato al capolinea.
Dopo una lunga serie di pronunzie contrastanti della Corte di Cassazione, il Consiglio dei Ministri del 27 ottobre scorso ha infatti approvato un decreto, in vigore dal 1° novembre, in base al quale gli ausiliari sono autorizzati ad elevare contravvenzioni e, in casi eccezionali, ad ordinare la rimozione di veicoli in sosta in aree a rischio.
Il Decreto resterà in vigore fino al 1° gennaio 2000 quando sarà sostituito dall'apposita norma inserita nella legge finanziaria proprio al fine di rendere validi i verbali degli ausiliari e di equiparare a tutti gli effetti questi ultimi ai vigili urbani quanto a funzioni di prevenzione ed accertamento di violazioni del codice della strada.
Al crollo della speranza, soccorre una consolazione -anche se magra-: se il Governo ha sentito l'esigenza di un "intervento d'urgenza" per dirimere ogni dubbio, ciò vuol dire che, in effetti, sino al 1° novembre 1999, le contravvenzioni elevate dai vigilini erano giuridicamente, quantomeno, di dubbia legittimità e, quindi, che avevano ragione i vari Sig. Rossi d'Italia ad impugnare i verbali di accertamento.
Guido Scorza 4 novembre 1999