LA POLIZIA LONDINESE DECIDE DI SFRUTTARE le risorse della Rete per assicurare alla giustizia dei presunti teppisti mettendo sul proprio sito internet le loro foto e invitando i cittadini a fornire ogni elemento utile per identificarli... fin qui nulla di cui meravigliarsi, anzi, apparentemente una lodevole iniziativa degli investigatori britannici.
Ma bastano poche ore ed il mondo ci ripensa, Privacy International insorge ed accusa Scottlard Yard di travolgere il diritto alla riservatezza dei cittadini britannici chiedendo al Parlamento di varare quanto prima un provvedimento legislativo che stabilisca precisi limiti all'utilizzo di Internet anche nelle attività di indagine.
In Italia Stefano Rodotà, Presidente dell'Autorità Garante per la riservatezza ed il trattamento dei dati personali, condivide la posizione assunta dall'Organismo internazionale di tutela della Privacy e condanna duramente l'idea della polizia mettere on-line le foto dei partecipanti ad una manifestazione che ha poi avuto -casualmente- risvolti violenti. Secondo il Garante così facendo si finisce con il mettere alla berlina degli innocenti cittadini rei solo di essersi trovati al posto sbagliato al momento sbagliato e, ciò che è più grave, li si costringe a difendersi davanti agli occhi dei vicini, dei colleghi di lavoro e degli amici.
Anche in Italia il Ministero dell'Interno diffonde attraverso la Rete le foto segnaletiche dei latitanti di Mafia ma, secondo Rodotà, la differenza sta nel fatto che, in questa circostanza, a differenza di quanto accaduto in Inghilterra, non sussistono solo dubbi sulla colpevolezza dei personaggi sui quali si apre la caccia, ma pesanti certezze.
Ma è veramente così semplice individuare il discrimen tra l'utilizzo lecito delle risorse della Rete ed il loro abuso? E' davvero più importante garantire ad un cittadino di non doversi mai trovare a spiegare ai propri amici che si trovava semplicemente allo stadio ma non ha partecipato ad alcuna aggressione piuttosto che assicurare alla giustizia un pericoloso criminale?
Guido Scorza 4 novembre 1999