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Fatturazione mascherata. il Garante dice di sì

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LA "BOLLETTA TRASPARENTE" NATA COME L'ULTIMA TROVATA IN MATERIA DI TUTELA DEI CONSUMATORI e degli utenti per consentire agli abbonati di verificare, nel dettaglio, che il traffico telefonico risultante dalla fattura Telecom corrispondesse alle chiamate effettivamente effettuate rischia di trasformarsi in uno dei casi giuridici dell'anno.
   Questi, in breve, i termini della questione. Con la Direttiva CE 97/66 la Commissione aveva individuato nel mascheramento una delle possibili misure alternative per garantire la privacy di utenti chiamanti (da utenze diverse dalle proprie) e chiamati, con la successiva Direttiva 98/10, la stessa Commissione aveva poi imposto "agli operatori di telecomunicazioni l'obbligo di fornire gratuitamente un livello base di dettaglio delle fatture telefoniche" che fosse "sufficiente a permettere la verifica dei costi inerenti all'uso sostenuti dall'abbonato".
   Con una solerzia senza precedenti, il legislatore italiano si era quindi affrettato, in attuazione della prima delle citate Direttive, ad obbligare i fornitori di telefonia a "mascherare" le ultime tre cifre dei numeri indicati nella fatturazione richiesta dagli abbonati. Tale soluzione, già nei mesi scorsi, aveva già fatto piovere sulla Telecom valanghe di proteste da parte di utenti che lamentavano di non riuscire ad individuare i numeri telefonici chiamati e, di conseguenza di non poter verificare l'esattezza della fatturazione.
   L'11 maggio scorso, tali lamentele, erano state recepite dalla XIII Direzione Generale della Commissione che aveva bacchettato il legislatore italiano per aver applicato troppo restrittivamente la Direttiva comunitaria e, per aver, così facendo, ridotto al di là del tollerabile la trasparenza delle fatturazioni a danno dei consumatori.
   Da ultimo, con un provvedimento del 25 ottobre, l'Autorità Garante per la riservatezza e la tutela dei dati personali ha ritenuto di dover dire anche la sua sulla vicenda nel tentativo, invero, non perfettamente riuscito di chiudere la partita.
   In breve, secondo l'Autorità, il mascheramento delle ultime tre cifre delle utenze chiamate nella fatturazione telefonica, per giusto o ingiusto che sia sotto il profilo della tutela del consumatore, è allo stato, l'unico possibile.
   Alla luce di tali conclusioni, L'Autorità ha quindi ribadito l'esigenza che i fornitori di telefonia diano rapida ed integrale attuazione alla normativa comunitaria e nazionale vigente "rendendo effettiva ed agevole la possibilità per gli abbonati e gli utenti di avvalersi, in alternativa alla fatturazione dettagliata, di strumenti di pagamento delle chiamate telefoniche che garantiscano l'anonimato".
   In vero, a prescindere da chi abbia ragione o torto in quest'ennesima storia di incomprensione tra il legislatore comunitario e quello nazionale, ciò che colpisce è una così forte preoccupazione di garantire l'anonimato delle chiamate in uscita, chiamate, per loro stessa natura, fatte da soggeti che si devono presumere legittimamente in possesso dei relativi numeri telefonici.

Guido Scorza  28 ottobre 1999

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