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Le nuove frontiere del narcotraffico e del commercio di organi.
Reni e marjuana messi all'asta on-line.
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E' FINITO IL TEMPO IN CUI LO SPACCIO DI DROGA, la vendita di armi o di organi umani era gestita con circospezione e riservatezza facendo attenzione a non essere scoperti e muovendosi secondo canali fidati e collaudati.
    Oggi, esiste Internet, ed i narcotrafficanti, i mercanti di armi ed i commercianti di organi umani, come spesso avviene, sono stati tra i primi a scoprire e sperimentare "con successo" le straordinarie (ed ad un tempo straordinariamente pericolose) risorse della Rete per effettuare, coperti dalla maschera dell'anonimato e del villaggio globale, i propri traffici illegali.
    E così, navigando in Rete, tra quadri, vasi ming, biglietti aerei e giocattoli, capita di imbattersi - nel sito della più grande casa d'aste virtuale del mondo, www.ebay.com - in una vendita di droga. E' accaduto il 23 settembre scorso quando tre giovani cyberspacciatori olandesi, presentandosi in Rete con tanto di foto hanno cercato di piazzare - fissando la base d'asta in 500 sterline - "la migliore marjuna olandese".
    Ci sono volute 21 ore perché i responsabili della sicurezza di ebay.com si avvedessero di quanto stava accedendo nel proprio sito ed intervenissero a bloccare la vendita illegale. Non è la prima volta, tuttavia, che le aste online salgono alla ribalta della cronaca per brutte storie ai confini della legalità e, spesso, ben oltre.
    Solo il mese scorso, infatti, nello stesso sito www.ebay.com , "hchero" - questo il nome in codice dello sconosciuto banditore- aveva messo all'asta "un rene perfettamente funzionante" con "possibilità di scegliere tra i due organi, il destro ed il sinistro" precisando che "i compratori" avrebbero dovuto "sostenere tutti i costi e le spese per il trapianto".
    L'offerta, illegale anche per l'ordinamento statunitense la cui legge federale prevede pene severissime per il commercio di organi, ha tuttavia ricevuto centinaia e centinaia di offerte con la conseguente impennata del prezzo che, ha raggiunto, in poche ore, quota 5 milioni e 750 mila dollari (circa 10 miliardi di lire). Inutile, dire, che l'intervento -anche in questa circostanza tardivo- dei responsabili della sicurezza del sito che hanno rimosso il messaggio illegale, non è valso a placare le polemiche che ormai da mesi si agitano attorno alle vendite vietate realizzate quotidianamente online. In realtà, il problema. è reso particolarmente complicato -anche da un punto di vista giuridico- dalla difficoltà di individuare un responsabile e dalla conseguente idea di impunibilità che si va diffondendo tra i cyber-criminali.
    Infatti, in episodi quali quelli appena riferiti, da una parte, i responsabili del sito respingono ogni accusa sostenendo che è per loro oggettivamente impossibile monitorare gli oltre 6 milioni di utenti "abilitati" a compravendere attraverso le pagine di ebay.com e, dall'altra, l'Autorità giudiziaria si scontra con l'estrema difficoltà tecnica di risalire alle reali generalità del cyber-spacciatore o del cyber-trafficante. La domanda, per il giurista, rimane sempre la stessa: l'anonimato in Rete è effettivamente un principio di libertà da difendere o, piuttosto, a lungo andare, finirà con il trasformare Internet in uno spazio senza regole ed al di fuori della legalità?

Guido Scorza  30 settembre 1998

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