Cosa succede se ad un esame lo studente si fa sostituire da un'altra persona (ad esempio un laureato o un collega più bravo, che magari ha appena superato l'esame)?
Un comportamento di questo genere integra il reato di sostituzione di persona, previsto dall'art. 494 del Codice Penale italiano, che punisce chi "induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria alla altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici".
La pena prevista è attualmente della reclusione sino ad un anno (sarà poi il giudice a scegliere la misura da applicare, da 15 giorni ad appunto 12 mesi). La sostituzione all'esame è un espediente purtroppo di lunga tradizione, tanto che vi sono pronunce molto risalenti della Cassazione in materia (V. ad es. Cass. 22 giugno 1936). Si tratta, peraltro, di un reato che si ha anche in molti altri casi, come nell'ipotesi di colui che, senza mistificare la propria identità personale, si attribuisca qualità che a lui non appartengono, sostenendo, ad esempio, di essere un agente di pubblica sicurezza, così come spesso accade.
Tiziano Solignani 03 settembre 1998