TAKASHI MITSUHASHI E SHINJI ITO SONO DUE SCATENATI RAGAZZI GIAPPONESI COSTRETTI A LASCIARE LA LORO ADORATA scuola per trasferirsi in un'altra città. Per ovviare agli immancabili problemi di inserimento, i due decidono di presentarsi ai nuovi compagni come giovani e arrabbiati ribelli.
Il primo, menefreghista, bugiardo ed egoista, tenta di spacciarsi per uno straniero tingendosi la chioma di biondo; il secondo, altruista, gentile e disponibile, cerca di seguire la moda acconciando i capelli in una buffa pettinatura a porcospino. Nonostante l'amicizia che li lega, i due non fanno che litigare, e appena la situazione pare stabilizzarsi arrivano i veri teppisti dell'istituto a provocare la loro violenta reazione.
Perché al di là dell'aspetto, delle figuracce rimediate e della capacità innata di cacciarsi nei guai, Mitsuhashin e Ito sono specialisti in risse (tra le loro armi preferite, lo spazzolone per pavimenti, l'estintore e un sacchetto di terra da lanciare negli occhi dell'avversario) e il menare le mani è più una passione che una scocciatura (anche se il temibile Imai del liceo Venin e il grande Satoshi del liceo Katagira sono antagonisti pericolosi).
Curato graficamente dal noto e apprezzato Studio Pierrot, "Due come noi" è una miniserie d'animazione (tratta dal fumetto omonimo edito dalla Shogakunan) che regala un piacevole cocktail di umorismo (grazie all'abuso del deformed) e combattimenti. In patria gli OAV di "Due come noi" sono quasi oggetto di culto, da noi, almeno per ora, un divertimento per pochi.
Giovanni Scalambra 01 giugno 2000