JIRO TANIGUCHI È, TRA I NUMEROSI MANGAKA GIUNTI CON LA REGOLA dell’accumulo sugli scaffali delle fumetterie italiane, uno degli autori più interessanti; il suo tratto diverso, nuovo, poco giapponese, le storie adulte, cariche di suggestioni che invitano a riflettere, trasportano le sue opere in un altrove che profuma di realtà e poesia. “Ai tempi di Bocchan” è il suo capolavoro, un best-seller che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo, un’odissea ricca di personaggi caratterizzati in maniera perfetta, drammi, rimpianti, lacrime e influssi letterari che può aspirare al titolo di romanzo a fumetti.
La storia, che si concluderà nel secondo volume e lascerà l’incipit ad un nuovo capitolo realizzato da Taniguchi e ambientato sempre nel periodo Meiji (che costituisce per il Giappone l’inizio dell’era attuale), ha per protagonista Natsume Soseki, scrittore, viaggiatore e studioso, un uomo facile preda dell’alcool e della depressione, un intellettuale che vive in prima persona il passaggio dal Giappone feudale a quello moderno, riversando i suoi dubbi in “Bocchan” (signorino), il romanzo che sta scrivendo. Intessuto di contenuti mai banali, personaggi memorabili (Lafcadio Hearn), sentimenti contrastanti verso una realtà, quella occidentale, che promette sogni (e incubi) un tempo impensabili, “Ai tempi di Bocchan” è un’opera che unisce disegni minuziosi e puliti ad una storia nitida nella sua chiarezza ed entusiasmante per la capacità di coinvolgere pur rimanendo fortemente legata ad una realtà storica complessa.
Jiro Taniguchi, Ai tempi di Bocchan, Coconino Press, pagine 132, £ 22.000 (Euro 11,362)
Giovanni Scalambra 20-12-2000