PRENDETE “SLAM DUNK”, TOGLIETEGLI LA SIMPATIA E IL CARISMA DEI PERSONAGGI, LA SPETTACOLARITÀ delle azioni di gioco, il taglio originale delle inquadrature, il disegno eccellente e otterrete… “Generation Basket”.
Il nuovo manga di Hiroyuki Asada, infatti, arrivato in Italia per sostituire nel cuore dei fan le imprese di Hanamichi e Company, suscita nella sua prima uscita più dubbi che entusiasmi.
I protagonisti sono Tachibana, scostante campioncino che segna canestri gridando “Evvai” (?), e Hiragi, spigoloso attaccabrighe dotato di gran talento.
Per entrambi il basket è –almeno in apparenza- uno svago per il quale non vale nemmeno la pena spendere una briciola di sudore.
Con l’inizio della scuola superiore il tempo e la voglia di spingere una palla dentro un cesto sembra finito, ma certi amori inconsci sono difficili da estirpare, e per i due il futuro sarà rappresentato da una squadra non proprio invincibile dove la loro rivalità troverà il modo di esplodere.
Al di là del tratto (convenzionale ma non brutto), è il target un po’ troppo giovanilistico a non convincere (il numero uno è decisamente under 18), così come la messa in scena delle azioni di gioco, spesso semplificate sino all’eccesso, e il (poco) carisma dei personaggi. Nonostante tutto, comunque, occorre aspettare i prossimi tre o quattro numeri prima di dare un giudizio definitivo: anche “Slam Dunk” ha fatto il salto di qualità dopo un breve (e incerto) periodo di rodaggio.
GENERATION BASKET di Hiroyuki Asada, Planet Manga, £. 3.500
Giovanni Scalambra 30-08-2000