IL NOIR È UNA SUGGESTIONE OSCURA, DIFFICILE DA PENETRARE, CHE ALEGGIA IN AMBIENTI SORDIDI O DEGRADATI, in tempi lontani ed evocativi di abbigliamenti, automobili e professioni scomparse, un sentimento che si tuffa nell'animo dolente di protagonisti soli, perdenti scelti dal destino come portabandiera di amarezza. Quando il noir diventa cattivo, sadico, assume il nome "nero", e sceglie di raccontare storie dove la nostalgia lascia il posto all'elemento bizzarro e duro, il protagonista disilluso si trasforma in un antieroe più cinico e feroce.
Il secondo volume di "Black", il ricco semestrale edito dalla Coconino Press, è un omaggio ai cosiddetti "gialli del brivido", quelle storie crudeli che a partire dagli anni '60 stimolarono la curiosità "fuorilegge" di lettori e appassionati di cinema, racconti d'appendice, mai consolatori, che puntavano all'effetto forte per catturare l'attenzione e insinuarsi nella memoria.
Scorci di vita neri e deviati, stili diversi che si fondono nella costruzione di un'atmosfera avvolgente, che attira e respinge, che racconta con parole o immagini.
La bicromia azzurrata di Igort apre il libro della storia sulla Parigi degli Anni Cinquanta dove uomini, uccelli e morte intonano una melodia lenta e triste che si confonde col battito della pioggia ("Lo specchio"); Daniel Clowes indaga la defezione dei valori in una società sull'orlo dell'abisso nel suo capolavoro "David Boring"; José Munoz e Carlos Sampayo ci offrono un'impossibile e splendida amicizia tra carnefice e vittima ("Quelli che"); il maestro nipponico del Grand Guignol Suehiro Maruo coglie l'aspetto più mostruoso e malato del quotidiano e lo colora di perversione ("Notte putrescente"); Marco Corona parte dalla scomparsa di una donna nella campagna padana per passare in rassegna un bestiario umano che conosciamo, temiamo ma, in un certo modo, rispettiamo; il tratto sporco di Andrea Bruno mostra la discesa agli inferi di un uomo alla ricerca di un mezzo per annullarsi in un paese in cui convivono il mare e l'industria, la salsedine e il degrado ("La freccia del sud"); Adrian Tomine ci offre la sua sensibilità letteraria per cogliere l'insofferenza di giovani esistenze inadatte a un mondo che li deride o ignora ("4 luglio" e "Occhi nocciola"); l'ottimo Charles Burns racconta in "Blood Club" una b-story pop dove tradizione, elementi soprannaturali e suggestioni nere danno vita ad un piccolo gioiello grafico e narrativo; Mauro Chiarotto presta il suo sguardo severo e bizzarro nell'interpretazione di un duro romanzo di Mimì Colucci ("Party macabre").
Difficile non lasciarsi conquistare dall'onda nera di "Black".
AAVV, Black n° 2, Coconino Press, pagg. 240, £. 29.000 (14,98 euro)
Giovanni Scalambra 20-11-2001