CORRI RAGAZZO LAGGIÙ, VOLA TRA LAMPI DI BLU…”: SAREBBE DAVVERO STRANO SE QUALCUNO AL DI SOTTO DEI QUARANT’ANNI non riconoscesse in queste parole l’incipit della celeberrima sigla di “Jeeg robot d’acciaio”.
Giunto in Italia nel 1979, il personaggio s’impose ben presto come fenomeno di massa, assieme ad altre vecchie glorie robotiche del panorama degli anime giapponesi, primi fra tutti Mazinga Z e l’inossidabile Goldrake.
Finalmente, a qualche anno di distanza dall’ultima ristampa nella terra del sol levante, possiamo finalmente goderci anche noi il manga da cui prese l’avvio la serie animata, con una doverosa precisazione però, al fine di evitare facili equivoci: sulla scia del successo ottenuto dai robottoni cui abbiamo accennato prima, la Dynamic di Go Nagai mise in cantiere “Kotetsu Jeeg”, il cui manga fu affrontato con l’intento di creare un nuovo eroe per il folto pubblico dei bambini giapponesi.
Lo stesso Nagai, da qualche anno ormai dedicava le sue migliori energie a pubblicazioni dai toni più cupi e maturi, come “Devilman “ o “Violence Jack”, così che sia il manga di Jeeg che quello di Goldrake (“Yufo Robo Gurendaiza”), oltre che non molto sviluppati del punto di vista della trama e delle situazioni, terminavano dopo poche centinaia di pagine, finendo per essere più un traino per la serie televisiva che vere e proprie opere a tutto tondo.
Quali sono allora i motivi di interesse intorno a questo manga? Anzitutto la capacità dell'autore nel riprodurre certe atmosfere, sia nella caratterizzazione degli Haniwa, i “cattivi” della situazione, sia nel presentare i soliti ma ben collaudati escamotage narrativi che fecero la fortuna delle produzioni dell’epoca, dalla crudeltà degli invasori alla felice idea di presentare come protagonista un ragazzo che deve continuamente superare i suoi limiti per affrontare la dura realtà della battaglia.
Il tratto è certamente elementare e poco curato. Lo stesso Hiroshi è irriconoscibile rispetto a come è raffigurato nella serie animata, così come comprimari di una certa importanza come Miwa.
Eppure, se si evita di fare attenzione a questi che in fondo altro non sono che dettagli, e si preferisce invece lasciarsi trasportare sull’onda dei ricordi, non sarà difficile pensare dentro di noi :”Combatti Jeeg robot d’acciaio! Lotta per difendere il futuro dell’umanità!”.
Go Nagai e Tetsuya Yasuda, “Jeeg Robot d’acciaio” (Kotetsu Jeeg), Dynamic Italia 198 pgg, 4,39 Euro
Daniele Condorelli 02-06-2002