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INU-YASHA, DI RUMIKO TAKAHASHI
L'ultimo parto della regina dei manga
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Inu-Yasha trucco! DA QUASI UN ANNO (IL PRIMO NUMERO È DATATO INFATTI FEBBRAIO 2001, MA NON È NÈ DIFFICILE NÈ TROPPO COSTOSO RECUPERARE GLI ARRETRATI), la Star Comics sta pubblicando nel nostro paese l'ultima opera di Rumiko Takahashi, la "principessa dei manga".
   Per avere un'idea di chi sia quest'autrice, è sufficiente citare i nomi delle sue serie principali, da "Urusei Yatsura" (più noto in Italia come "Lamù la ragazza dello spazio"), al bellissimo "Maison Ikkoku" ("Cara dolce Kyoko" da noi), sino a giungere al notissimo "Ranma 1/2".
   Anche in "Inu-Yasha" ritroviamo molti tratti caratteristici della Takahashi, che, però, stempera i toni scanzonati e da commedia tipici dei lavori precedenti, per fare posto a momenti più intensi e, a tratti, drammatici.
   Su tutto si impone, comunque, l'atmosfera di fiaba che pervade la storia, tanto che la quasi totalità dei personaggi e delle vicende è ispirata alle leggende tradizionali nipponiche, che la stessa Rumiko ha sempre considerato agili "scorciatoie" per poter raggiungere facilmente un pubblico vasto.
   Tuttavia, differentemente dai titoli nominati precedentemente, in questo caso la citazione nei confronti dell'immenso patrimonio di miti (e di esseri mitologici che popolano i miti stessi: demoni, spiriti e quant'altro) non svolge semplicemente il compito di agevolare la narrazione, ma viene a costituire l'impianto stesso su cui si svolgono le vicende.
   Veniamo alla trama. Kagome, una normalissima studentessa giapponese, vive in un antico tempio con la propria famiglia; un giorno, attraversando un pozzo che si trova all'interno dell'edificio, viaggia nel passato sino all'antica era Sengoku.
   QUi libera Inu-Yasha, un mezzo demone, la cui natura è in parte quella di un ragazzo e in parte quella di un cane, il quale era stato imprigionato cinquant'anni prima da una freccia che, agendo da sigillo, lo teneva inchiodato presso un albero sacro, denominato goshinboku.
   La ragazza accetta di affrancarlo dalla prigionia della freccia alla quale lo aveva condannato la sacerdotessa Kikyo affinchè possa difenderla da un demone simile ad un incrocio tra una donna ed un millepiedi.
   In realtà, però, il simpatico Inu-Yasha anela alla sfera dei quattro spiriti (o sfera degli Shikon), che si credeva fosse stata bruciata assieme al cadavere della defunta Kikyo e che riappare invece adesso nel corpo di Kagome!.
   Attraverso varie vicende la sfera si frantumerà in mille pezzi, costringendo i due ad una collaborazione (inizialmente) forzata per ritrovarla, ostacolati in questo compito da numerosi demoni disposti a tutto per impedirglielo.
   Naturalmente la Takahashi non trascura l'aspetto sentimentale della relazione tra i due protagonisti, che ovviamente assumerà dimensioni sempre più importanti, non disdegnando nemmeno l'introduzione, con molta maestria, di alcuni intermezzi comici.
   Inoltre mano mano faranno la loro comparsa altri personaggi, e le vicende si arricchiranno di sottotrame capaci di arricchire la narrazione senza mai peraltro appesantirla.
   Da segnalare, in conclusione, l'ottima trasposizione animata della serie, che attualmente viene mandato in onda da Mtv.

Rumiko Takahashi, INU YASHA, Star Comics, 13x18, 128 pp, b/n L. 4.000 (e 2.07)

Daniele Condorelli  08-01-2002

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