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Ossidiana. Il cuore nero di una nave
IL PROLOGO DI OSSIDIANA PUBBLICATO SUL PRIMO NUMERO DI BLACK È UNA SPECIE DI RISCALDAMENTO. La storia vera prende avvio nel 1933, dalla partenza del transatlantico per quello che potrebbe essere il suo ultimo viaggio: il protagonista è un pugile attempato con problemi di alcol alle spalle, un perdente che tenta una difficile rentrée, un po' come aveva fatto Carnera alla fine della sua carriera. Anche per il suo impresario, che ha contratto un forte debito con la mafia, l'incontro rappresenta l'ultima possibilità, e lo stesso armatore proprietario dell'imbarcazione vede nella lunga traversata da New York a Londra la possibilità di disfarsi del suo costoso giocattolo, che ha cambiato più volte nome e, forse anche per questo, è destinato ad un futuro infelice. A bordo viene caricato un serial killer che deve essere giudicato in Inghilterra: dall'incontro col pugile nascerà uno strano rapporto, una sorta di amicizia simbolica che segnerà entrambi (il pugile capirà che tutti gli ospiti del transatlantico sono prigionieri, forse delle loro colpe). Il serial killer rinchiuso dentro la sua gabbia rappresenta una sorta di tragica voce della verità, l'unico personaggio sporco ma consapevole di esserlo su questo transatlantico perennemente avvolto dalla nebbia sul quale tutti passeggieri sembrano avere qualcosa di torbido. Si tratta di un racconto espressionista, simbolista, l'ultima traversata di una nave di dannati, di "lebbrosi nello spirito", destinati ad affondare al largo. E già dal titolo, "Ossidiana", che è una pietra dura e liscia, quasi uno specchio nero, si intuisce l'anima malata dei protagonisti. Il lavoro in coppia con Michele Petrucci è stato stimolante: inizialmente non avevo idea di come potesse funzionare questa collaborazione, perché lui è una persona molto riservata, con una identità artistica molto precisa, ma per "Ossidiana" siamo stati entrambi costretti a "metterci nudi davanti alla tempesta", parlando, discutendo, maledicendoci se le cose non andavano, un confronto che rimane l'aspetto più bello di un lavoro in coppia. Oggi abbiamo molta voglia di continuare la storia, ma aspettiamo segnali… più editori, anche stranieri, si sono detti interessati… Noi siamo pronti…
Pilato, ovvero l'inafferrabilità della morte e altre storie in cantiere…
"Pilato" è uno dei tanti progetti a cui sto lavorando, e sembra ci sia un editore francese interessato a produrlo. Il protagonista è Scott Pilato, ex pugile nella Los Angeles anni '50 diventato investigatore privato dopo aver abbandonato il ring nel '44 in seguito ad una serata dove è successo qualcosa di misterioso che l'ha convinto al ritiro e che, allo stesso tempo, ha fatto perdere ad un poliziotto suo conoscente una grossa somma di denaro. Quando anni dopo quest'ultimo viene ucciso, Pilato se lo ritrova in casa sotto forma di spettro, e scopre che dopo la morte c'è una specie di Velo di Maya che divide la realtà da una sorta di limbo dove i fantasmi vivono e possono spostarsi tra gli uomini intervenendo nelle loro vite. Il poliziotto è stato ucciso perché ha scoperto che dietro le indecifrabili morti di alcuni mafiosi si nasconde un piano per diventare "intoccabili" e continuare a mantenere un potere supremo al riparo dalla legge. Pilato, che ha la capacità di vedere le persone decedute, sarà la mano viva del poliziotto. Si tratta di un thriller con elementi soprannaturali usati per indagare meglio la natura umana (un po' quello che ho fatto con Silent Dance). C'è poi una storia per l'editore svizzero Paquet, "Scutter & Hookah", ambientata all'inizio dell'800, in un'Europa dove Napoleone non ha mai perso a Lipsia e siede ancora sul trono indossando una maschera d'oro che gli nasconde il viso (anche se, chissà, sotto potrebbe pure essere morto…). I protagonisti sono due avventurieri che si muovono in un vecchio continente estremamente tecnologicizzato, ma tutto vapore, rame e bulloni, scontrandosi con rivoluzionari incazzati o incasinate campagne d'Italia. Una sorta di divertissment scanzonato sulla storia che vuole omaggiare -senza però usare il tratto cartoonistico- Asterix. Dovrebbe essere raccolto in due volumi di 50 pagine l'uno. Insieme a Cammo, dovrei scrivere la versione a fumetti de "L'Uomo Felice", un racconto di Johnathan Lethem, un giovane romanziere americano pubblicato in Italia da Minumum Fax (per la quale uscirà anche il nostro adattamento). Credo sarà l'inizio di una nuova e interessante collaborazione. Poi ci sono "Quebrada", il seguito di "Bone", "Ossidiana", un progetto intitolato provvisoriamente "Il mondo nascosto" che riprende una storia gotica e cupa che avevo scritto ai tempi della Granata Press... Forse mi dimentico qualcosa, ma già così il quadro è preoccupante… Se partono tutti assieme rischio di monopolizzare il mercato del fumetto italiano… (risate!)
11 settembre…
Ormai è diventato un luogo comune affermare che dopo l'11 settembre il mondo è diverso. Un leggero cambiamento di coscienza da parte degli americani c'è stato, e tutto quello che ha effetto su di loro dopo sei mesi ha effetto anche su di noi. Temevo che dopo questo attentato la Vertigo, con la quale ho molti progetti avviati, si tirasse indietro o cominciasse a troncare tutte le possibilità di sviluppo che aveva messo in campo. Qualcosa in verità è stato tagliato -per semplificare, niente aerei o barbe…- ma non ci sono stati stravolgimenti. Se non faranno l'errore pacchiano di realizzare prodotti "antiterroristi", che ne so, "Capitan America contro Bin Laden", il fumetto, che è ancora un mezzo di comunicazione importante, potrebbe riempire un vuoto e magari rivivere una nuova giovinezza dal punto di vista della creatività.
Consigli per gli acquisti
Devo ammettere che ultimamente ho poco tempo per leggere… Se dovessi comunque consigliare fumetti da non lasciarsi scappare, partirei senza dubbio con "V for Vendetta" e "Watchmen" di Alan Moore, due autentiche bibbie, il primo soprattutto per il contenuto -anche se è perfetto sotto ogni punto di vista- il secondo per lo straordinario meccanismo narrativo. Ho amato molto "Città di vetro" di David Mazzucchelli tratto dal libro di Paul Auster. Un altro lavoro magnifico, un capolavoro mai arrivato in Italia è "Metropol" di Ted McKeever, che forse oggi risente un po' del tempo che passa ma rimane una pregevole operazione artistica. Mi piacciono molto le cose di Jamie Hernandez, "Giara di stolti" di Jason Lutes (uscito per i tipi della Black Velvet), "Re in incognito", un'autentica gemma pubblicata dalla Granata e ormai introvabile, Charles Burns e Daniel Clowes. Amo molto anche "Hellblazer", che in futuro mi piacerebbe avere la possibilità di scrivere… chissà…
E per finire… una minaccia!
Oggi mi sento minaccioso… Fate quello che volete, ma io non mi fermerò: amo questo linguaggio, sono testone, determinato, e se arrivo anche ad essere disperato sarà davvero dura mettermi i bastoni tra le ruote.
Giovanni Scalambra 20-02-2002
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- Ritratto di Matteo Casali
- Bonerest e Quebrada
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