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VERSO L'AMERICA, DI BARU-THÉVENET
La guerra per l'indipendenza dell'Algeria raccontata dal tratto evocativo di Baru
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La copertina del volume trucco! 1955. PHILIPPEVILLE, ALGERIA. SAID SOGNA UN FUTURO SUL RING, MA IL PRESENTE È FATTO DI CORSE IN BICICLETTA, tranci di carne sanguinolenti e insoddisfazione. La passione per i guantoni si unisce ad un talento naturale e ad una grinta che esplodono all'improvviso durante una scazzottata nella piazza del paese. Il Costantinese, roccioso ex boxeur, capisce che il ragazzo ha la stoffa del campione, e dopo duri allenamenti e alcuni incontri vittoriosi lo convince a tentare la fortuna in Francia.
   Parigi lo accoglie con diffidenza, e anche se sul quadrato Said si conferma uno dei pugili più dotati della sua generazione, le sue origini e lo scoppio della guerra per l'indipendenza dell'Algeria lo costringono a scelte che potrebbero rivelarsi decisive per il suo futuro, non solo sportivo: dal punto di vista politico, un pugile franco-algerino campione del mondo può essere un nome importante da spendere, e sia la Francia che l'Algeria lo vogliono schierato al proprio fianco.
   Alla vigilia dell'incontro più importante, in una tragica notte macchiata di sangue, qualcosa accade, e la storia, la sua storia, prende una direzione nuova.

Baru trucco!          La parabola artistica di Baru è quantomeno anomala rispetto agli standard abituali che vedono gli autori avvicinarsi alla nona arte da giovanissimi e iniziare a pubblicare intorno ai vent'anni. Figlio di operai, Baru inizia a leggere fumetti con le avventure di Spiru e TinTin, due grandi protagonisti della bande dessinée franco-belga, ma presto, confrontandosi con altre forme di racconto, si allontana dal mondo delle nuvole parlanti.
   "Provavo una sorta di vergogna nei confronti di generi 'alti' come letteratura e cinema -racconta Baru durante la conferenza tenutasi a Lucca lo scorso ottobre- una vergogna legata all'idea del fumetto come linguaggio infantile, da superare crescendo, ma anche intimamente collegata ai miei natali umili, che volevo dimenticare".
   Col passare degli anni Baru finisce per scontrarsi con la pressione derivante dalla cultura dominante, borghese, che sino a quel momento aveva subito, e la spinta che nasceva dalle proprie origini: Baru ha poco più di trent'anni quando si accorge di aver bisogno di un linguaggio per esprimere il suo disaccordo con il mondo esterno, per prendere la parola e gridare che è sbagliato rinnegare quello che si è puntando all'accettazione di una condizione estranea ma facile.
   "Avrei potuto scegliere la politica, ma ho preferito puntare sul mezzo espressivo. L'arte era da sempre lontana dal mio ceto, così come il cinema, quasi inarrivabile, e la letteratura, legata in modo conflittuale con la scuola. All'inizio degli Anni Settanta il fumetto era stato preso per il bavero, ribaltato, rivisto e ristrutturato. Avvicinarmi ancora a questo linguaggio ha rappresentato una sorta di riappacificazione".
   Rivendicando la sua fibra socialista, Baru rende così protagonista la rabbia di operai ed immigrati, attori inconsueti che si scontrano coi cliché degli eroi della bande dessinée tradizionali.

   In "Verso l'America", uno dei suoi lavori più rappresentativi (Alph'Art come miglior album ad Angouleme nel 1991) l'autore italo-bretone sceglie di raccontare gli orrori e le lacrime della guerra in Algeria senza utilizzare scene di combattimento o morte, privilegiando come punto di osservazione le vicende private di un uomo, un pugile algerino, la cui vita viene travolta dal conflitto.
   La dinamicità del suo tratto, già evidenziata nei due capitoli de "L'Autoroute du soleil", si mescola ad una capacità naturale di mettere in scena sentimenti, drammi ed emozioni in modo sfaccettato ed intenso, e ad un'accurata ricostruzione ambientale, dove scenari rigorosi e precisi enfatizzano il valore espressionista dell'opera. Nel cammino verso l'America di Said ci sono amore e morte, amicizia e sentimenti traditi, brandelli di Storia con la "S" maiuscola e scelte che possono condizionare un'esistenza.
   Se si ama il fumetto non si può rinunciare a Baru.

Baru-Thévenet, Verso l'America, Coconino Press, pagg. 45, euro 13,50

Giovanni Scalambra  29-05-2002

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