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NELLE OPERE DI SUEHIRO MARUO, L'ORRORE, L'ESPOSIZIONE PARTECIPE E VOYEURISTICA DI SITUAZIONI AL limite, moralmente riprensibili, nasconde tra le sue pieghe, nei risvolti delle trame più buie e sanguinarie, un misterioso, bizzarro e insospettabile fascino. L'occhio e il cervello spesso non condividono lo shock delle immagini estreme fuoriuscite dal suo spietato pennino, ma il talento è così forte e imprevedibile che il disgusto viene scacciato dallo stupore. Perché le storie cupe e grandguignolesche di Maruo mescolano poesia a fantasia, raccapriccio a sadismo, suscitando reazioni improvvise in ogni tavola. La quotidianità viene osservata nei suoi aspetti più mostruosi, e l'orrore risulta ancor più terribile davanti alla scenografia minimale, conosciuta, familiare, in cui si svelano gli incubi dell'autore. Il palcoscenico del male non è fittizio o improbabile: in "Notte putrescente" è la realtà che fa pura. Una realtà in cui le notti, spettatori privilegiati di un cabaret fatto di nefandezze e crudeltà, diventano riflettori di luce nera su umanità distorte e malate, menti deviate in preda a perversioni che possono nascere dall'amore, dalla solitudine, dall'odio o dall'insoddisfazione. Un cielo terso ospita satelliti e astri non sempre indifferenti: se la luna è una falce algida e fredda alla quale si rivolgono storpi col petto invaso dai corvi ("Il flauto che suona il bambino"), il sole, come un enorme occhio color pece, si rabbuia ed adombra spiando dall'alto l'adolescenza perduta di 3 anime senz'anima e futuro ("Come preparare la zuppa di cacca"), mentre le stelle si lasciano scivolare sulla terra per annunciare una morte che può solo essere terrificante. Non esiste rifugio dal male. Persino la famiglia, preziosa ed intoccabile stanza chiusa costruita attorno a mura d'affetto e comprensione, mostra macchie di muffa e crepe che sporcano l'illusione di un candore innato ("Storia delle undicimia frustrate" e, soprattutto, l'eccellente "La stagione dell'inferno"). Le prede più allettanti rimangono i bambini e gli adolescenti, creature deboli, facili da sottomettere e, il più delle volte, attratti inconsapevolmente dall'atrocità del mondo, o perché colpiti loro stessi nel corpo da crudeli deformità, o per la naturale malia che il proibito e l'orrore possono esercitare ("L'uccello nero di Edipo"). "Notte putrescente", coi suoi racconti cattivi, la violenza naif e le atmosfere evocative, conferma l'estro di un autore unico e inimitabile, che qui più mai lascia libero sfogo alla sua dolorosa fantasia. Forse la dimensione breve ne limita l'estro narrativo (l'affresco orrorofico di "Il vampiro che ride" rimane ineguagliabile), ma il risultato finale è comunque alto ed interessante.
Suehiro Maruo, Notte putrescente, Coconino Press 'Manga Fantastico', 176 pp., b/n e bicromia, brossura con sovracoperta, Euro 14
Giovanni Scalambra 02-09-2002
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- Il vampiro che ride
- Midori, la ragazza delle camelie
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