trucco!
trucco! fumetti
trucco!
POPBOT, ASHLEY WOOD E SAM KIETH
Gatti omofobici, robot coi lineamenti di Elvis, Sherlock Holmes lobotomizzato e figli del demonio amanti della natura: tutto questo (e molto altro) è Popbot
trucco!
Indice della rubrica
trucco!
Cinema
trucco!
CyberNews
trucco!
Graffiti
trucco!
Libri
trucco!
Musica
trucco!
Teatro
trucco!
VIPs
trucco!
trucco!

La copertina del volume trucco! PARTIAMO DAL PRINCIPIO (REGOLA FONDAMENTALE QUANDO SI HA A CHE FARE con un pot-pourri di avvenimenti da mettere uno vicino all’altro): Kitty era il cantante dei 2215 Fun Licker, punk band osannata dalla critica e dal pubblico, oscurata dall’improvviso avvento dei Back Door Five, una boy band di trans operati. Scaricato dalla sua etichetta e scomparso dalle classifiche, Kitty –che, meglio dirlo subito, è un gatto- rimane solo con il fedele Popbot, un enorme cyberbot da ½ tonnellata che mette a posto i suoi casini e gli copre le spalle come fosse un angelo custode.
   Una strana coppia, visto che Popbot è in grado di pensare e Kitty di parlare. Per saldare i tanti debiti accumulati in mesi di dissolutezze e successo, il felino decide di ritrovare l’inventore dell’amico robotico e spillargli qualche soldo: il problema nasce dal fatto che, nonostante il private eye a cui ha affidato l’incarico goda di un’indubbia fama e di credenziali addirittura eccezionali (è Sherlock Holmes in carne e ossa), la sua lucidità –causa una sorta di irreversibile lobotomia- non è delle migliori.
   Aggiungete a questo folle intreccio sedute spiritiche, occultisti con pistola, figli del diavolo (proprio lui, non un prestanome) amanti della vita, cavalieri solitari alla Clint Eastwood (ma senza cavallo) e robot in grado di incamerare l’inconscio collettivo del Terzo Reich ma destinati nei decenni successivi a diventare prima bambole di piacere, poi femministe “bullonate” consapevoli del proprio io e infine ronin vendicativi modellati sui lineamenti di Elvis, e otterrete “Popbot”, incredibile, surreale e spassoso parto del genio creativo di Ashley Wood e Sam Kieth.
   Quello che poteva diventare un guazzabuglio senza capo ne coda di personaggi e situazioni bizzarre, si rivela invece una storia appassionante, ritmata da dialoghi spesso strepitosi (imperdibile il duetto tra Sherlock Holmes e l’omofobico Kitty, con l’ombra ambigua di Watson sullo sfondo) e tradotta in immagini ricche di fascino dall’australiano Wood, sorprendente nel combinare con fantasia pittura, fotografia e manipolazioni grafiche via software.
   Una delle uscite più originali e piacevoli di quest’ultimo scorcio di 2002.

Ashley Wood e Sam Kieth, Popbot, Alta Fedeltà, pagg. 48, euro 9.50

Giovanni Scalambra  12-11-2002

trucco! trucco!
Archivio
trucco!
Info
trucco!
Scrivici
trucco!
Torna su
Aiutaci a migliorare: dai un voto a questo articolo!

Ottimo
Buono
OK
Scarso
Pessimo
Bleah!


Send me!
Manda questa pagina ad un amico

trucco! FumettiTrucco!Home
trucco!