PEPPINO LO CICERO È UN GUAPPO IN PENSIONE, UN UOMO SOLO E VULNERABILE SUL CUI CORPO invecchiato la vita scorre via indifferente e vuota. Il suo quotidiano si consuma in mattinate davanti ad una canna da pesca, rimpianti per un'epoca ormai finita ("erano bei tempi… si uccideva secondo le regole") e dolorosi ricordi della compagna tanto amata. L'unica persona capace di risvegliare ancora la luce nei suoi occhi è il figlio Nino, che ha seguito le sue orme diventando un killer alle dipendenze di Don Guarino.
L'ultima missione gli è però fatale: la vittima designata è stata infatti avvertita del suo arrivo, e quello che doveva essere un lavoretto come tanti si trasforma per Nino in una tragica danza di sangue e morte. Stravolto dal dolore e dal desiderio di vendetta, Peppino sceglie di rimettersi in gioco e sfidare le leggi della malavita, nella speranza di un riscatto da un'esistenza che ora più che mai gli sembra dipendere da schemi e regole folli.
Cominciato nel 1994 a Tokyo e dato alle stampe, dopo un lavoro estenuante, otto anni dopo, "5 è il numero perfetto" rappresenta l'opera più ambiziosa, personale e complessa di Igort, un noir seducente che è al tempo stesso affresco dell'Italia (e di Napoli) negli Anni Settanta e racconto morale di caduta e resurrezione.
Tra deliri onirici, sparatorie splendidamente coreografate, visioni mistiche, reminiscenze "poliziottesche", omaggi a miti del fumetto (il 'Batman' di Bob Kane, 'Dick Tracy' di Chester Gould, 'Aleck Sinner' di Munoz e Sampayo) e amicizie tradite, la tragica storia di Peppino Lo Cicero si snoda con un ritmo ed una ricchezza di piani di lettura spesso entusiasmante, alternando pause meditative a sequenze più concitate e spettacolari.
Il lavoro di Igort sulle immagini è poi strepitoso: ogni tavola, ogni inquadratura, ogni corpo, viso, gesto, sono frutto di uno sguardo inusuale e diverso sul mondo, un'interpretazione della realtà che sfuma i contorni banali e riempie d'inchiostro gli angoli bui, le emozioni rimaste sotto pelle, le malinconie del passato.
Gli oggetti, i particolari insignificanti, le ombre richiamate dal pallore della luna, diventano momenti imprescindibili di un viaggio attraverso le strade di una città incredibile in cui il surreale si sposa col dolore e la rinascita.
Evocati dal pennello di Igort, i piccoli grandi uomini di "5 è il numero perfetto" fuoriescono da macchie azzurrate o nere invadendo gli spazi, dominando gli sfondi o lasciandosi sovrastare da un luogo, Napoli, fotografato con l'abito più notturno e piovoso.
Un albo raffinato e straordinario, il capolavoro di un artista che da sempre porta avanti un'idea di romanzo per immagini innovativo e personale.
Igort, 5 è il numero perfetto, Coconino Press, 176 pagine in bicromia, Collana Maschera Nera, euro 13,95
Il volume esce contemporaneamente in Italia, Francia, Olanda, Grecia, Germania, Portogallo, Canada e Stati Uniti.
Giovanni Scalambra 27-11-2002