UN PAESE DISPERSO NELLA CAMPAGNA PADANA, UN MONDO a parte nel quale i giorni e i mesi si rincorrono uguali e vuoti, lontani dalla frenesia della grande città. Ma sotto la patina di noia e blanda stanchezza, nell'assoluta normalità di una frugale cena in famiglia, una partita a carte al bar o una passeggiata sull'argine del fiume, si annida un orrore strisciante capace di portare alla luce storie di sangue e scheletri (non per forza nascosti negli armadi).
Nessuno è esente da colpe, nessuno può professarsi innocente quando il vaso di Pandora viene infranto.
Dall'uccisione di una donna prende il via un misterioso intrigo in cui visioni terrificanti, sensitivi, ospedali psichiatrici, necrofilia e mostri solitari diventano tasselli di un mosaico che raffigura la follia del quotidiano. E solo la natura, scatenando i suoi elementi, potrà regalare una parvenza di redenzione.
Il 36enne Marco Corona, artista torinese conosciuto e apprezzato anche fuori dai confini nazionali, propone con "Bestiario padano" la sua personale "Twin Peaks", focalizzando la penna crudele e grottesca sulla finta innocenza di un universo chiuso e inviolabile come quello del paesino che fa da teatro alla vicenda.
Realtà e soprannaturale si scontrano e si accarezzano, rendendo quest'escursione tra gli orrori padani (che, come insegna il Pupi Avati de "La casa dalle finestre che ridono", celano ombre inquietanti) un'angosciante discesa agli inferi.
Corona, Bestiario padano, Coconino Press - Collana Maschera Nera, 80 pp., Euro 13
Giovanni Scalambra 23-04-2003