UN INQUILINO DA SFRATTARE E UN APPARTAMENTO PINO DI SERRATURE, lucchetti e misteri. Chiamato dalla padrona di casa a risolvere la complicata situazione (l’affitto non viene pagato da oltre un anno, e nessuno esce dalla stanza da settimane), il “quasi avvocato” Midorikawa si ritrova prigioniero di un incubo dai confini irreali in cui non mancano angeli nudi dal sorriso gelido, allucinazioni terrificanti e farmaci che conducono verso il mondo delle illusioni. Mentre il campionario di orrori sembra aumentare minuto dopo minuto, Midorikawa diventa una preda, un “fiore” dal quale esseri spaventosi vogliono estrarre “miele”. E il male, partorito dalla misteriosa dimora da cui tutto ha avuto inizio, sembra in grado di moltiplicare le sue nefaste influenze nel mondo reale.
Dopo le atrocità di Maruo (“Il vampiro che ride”, “Midori”) e la fantascienza mitologica di Kazumasa Takayama (“Kisotengaku”), la Coconino Press punta ancora sul fantastico proponendo con “Gamurakan - La Dimora degli incubi” un allucinato excursus nelle pieghe del mistery a tinte soprannaturali firmato da Yoji Fukuyama, apprezzato autore nipponico capace di fondere nel suo tratto tradizione e modernità.
In questo primo volume l’incubo ha il sopravvento sulla logica, generando situazioni a volte incomprensibili ma visivamente e narrativamente affascinanti (su tutte l’uomo inglobato nel vetro del grattacielo). Il susseguirsi di momenti bizzarri, spaventosi o semplicemente inspiegabili, riesce creare un’atmosfera inquietante che sin dalle prime pagine si trasferisce sui volti e sulle azioni degli straniti protagonisti.
Ancora una volta il Giappone chiude gli occhi e lascia che siano la fantasia, le immagini della mente e la paura a parlare sulla carta. Il risultato è gelidamente angosciante.
Yoji Fukuyama, Gamurakan - La Dimora degli incubi vol. 1, Coconino Press, Collana Manga Fantastico, 224 pp. in b/n, Euro 14
Giovanni Scalambra 31-03-2003