ESSERE (CONNESSI) O NON ESSERE (CONNESSI)? FINO A QUALCHE TEMPO FA, schiere di product manager, venture capitalist e consulenti marketing avrebbero risposto all'amletico quesito assicurandovi che Internet era la panacea per rilanciare un'economia sonnecchiante. Per quei pochi che nella seconda metà degli anni '90 abbiano vissuto in una grotta in Afghanistan, ricordiamo infatti che, dopo la new age, poco prima dei new global, la new economy è stata per un paio di stagioni la promessa (più virtuale che reale) di una nuova Eldorado per i nostri portafogli.
Gioie e dolori, speranze e delusioni di una internet company vengono raccontate nello spassoso To Be or Net to Be, la raccolta delle strisce di Roberto Grassilli apparse negli ultimi anni sul portale Clarence.com.
Le vicende si svolgono all'interno della Immanet, società che gestisce un portale alle prese con non pochi problemi di sopravvivenza. Protagonisti sono i dipendenti dell'azienda: manager riciclati dalla old economy, Cococo, genietti dell'informatica, stagiste in minigonna…
Surreali scambi di messaggi e-mail, aperitivi al pub Falso in bilancio, riunioni con i capi nordeuropei della società sono l'occasione per ridere di tic e manie dei guru della new economy. Tra business plan fantasiosi e assunzioni per ruoli inesistenti, si ride a denti stretti sui fallimenti delle start-up legate a Internet.
Arricchite da divertenti profili dei personaggi principali, nonché da approfondimenti sulla "Sindrome da trasformazione in e-mail" tipica dei trentenni in carriera, le strisce di Grassilli sono anche una rappresentazione al vetriolo delle ossessioni dei moderni colletti bianchi.
Un po' Dilbert, un po' Legge di Murphy, le mordaci vignette si candidano a diventare un cult negli uffici open-space delle internet companies, tra i navigatori incalliti e gli aspiranti Bill Gates che hanno investito sul Nuovo Mercato. Assolutamente esilarante.
Roberto Grassilli, To Be or Net to Be, Hops Libri, Euro 11.50
Simone Spallanzani 13-04-2003